04:19 08 Dicembre 2019
Bambino

Rinviato a marzo 2020 il caso del bambino tolto alla madre russa dai servizi sociali italiani

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Prossima udienza prevista per il 2 marzo 2020 per il caso del bambino di 5 anni tolto alla signora Anna Varganova dai servizi sociali di Bari lo scorso agosto. La missione diplomatica russa in Italia si è attivata per contribuire a risolvere il caso.

Un funzionario consolare dell'ambasciata russa in Italia ha visitato l'istituzione sociale nella città di Bari dove è forzatamente ospite il minore tolto alla madre russa dai servizi sociali lo scorso agosto.

Alla fine di settembre il tribunale minorile di Bari aveva confermato la risoluzione dei servizi sociali e sospeso i diritti genitoriali della cittadina russa Anna Varganova nei confronti del figlio di cinque anni. Il servizio stampa del movimento pubblico internazionale "Russian Mothers" riferisce che le autorità italiane avrebbero sottratto il figlio alla donna russa dopo che questa aveva informato gli assistenti sociali che aveva deciso di tornare con il figlio in Russia.

La signora Varganova aveva dato alla luce il figlio in Italia ma il padre si era rifiutato di riconoscerlo e lo aveva abbandonato per cui non risulta sul suo certificato di nascita.

"Il centro dell’assistenza sociale ospita un piccolo gruppo di bambini di età diverse (10 in tutto), compresi coetanei di Giorgio. Gli assistenti sociali forniscono vitto, alloggio, cure, frequenza scolastica e sport", ha verificato l'ambasciata.

Il diplomatico inviato ha visitato il centro l'8 novembre, mentre martedì si è tenuta una sessione giudiziaria in cui è stata presa in considerazione la possibilità del ritorno del bambino in Russia.

"Non è stata ancora presa una decisione concreta. La prossima udienza è prevista per il 2 marzo 2020", ha detto l'ambasciata che si è premunita di rassicurare i media che i diplomatici continueranno a controllare il caso al fine di proteggere gli interessi legittimi del minore cittadino russo.

Non sono chiare le motivazioni che hanno indotto i servizi sociali a sottrarre il bambino alla mamma, ma alla luce del caso ‘Angeli e Demoni’ di Bibbiano è inevitabile che possa sorgere il sospetto che i servizi sociali italiani possano prendersi ‘troppe libertà’ e per finalità che poco di sociale potrebbero avere. Tra l’altro la signora Varganova in Russia, nella città di Engels, possiede un appartamento e la sua fedina penale risulterebbe pulita.

La stessa associazione a sostegno dei diritti delle madri ‘Russian Mothers’ (madri russe) si era espressa in modo da lasciare intendere che i recenti fatti di Bibbiano avessero inciso molto negativamente sul livello di fiducia generale riguardo al sistema italiano di difesa dei minori.

“Ci sono molti episodi simili in Italia. I servizi sociali fanno soldi vendendo i bambini a famiglie italiane benestanti. Fino a cinque anni si vendono bene”, in questi termini si era espressa la portavoce dell’associazione Irina Bergset.
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