19:30 08 Dicembre 2019
Aerei sulla pista della base di Ramstein, in Germania

Trasferiti in Germania i militari italiani feriti nell'attentato in Iraq

© flickr.com / Kenny Holston
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I cinque militari italiani feriti nell'attentato in Iraq saranno trasferiti a Ramstein, nel’ospedale militare della base aerea degli Stati Uniti.

L'annuncio è stato dato dal ministro della Difesa Enrico Guarini in una nota:

"Arriveranno nel pomeriggio a Ramstein, in Germania, presso l’ospedale militare della base aerea degli Stati Uniti, dove riceveranno le migliori cure specialistiche prima del loro rientro in Italia. Nel confermare la stretta vicinanza alle famiglie dei nostri militari feriti, abbiamo messo a loro disposizione un C130 dell’Aeronautica militare per raggiungere i loro cari”.

L'attacco ai militari italiani rivendicato dall'Isis

"Con l'aiuto di Dio, soldati del Califfato hanno colpito un veicolo 4X4 con a bordo esponenti della coalizione internazionale crociata ed esponenti dell'antiterrorismo peshmerga nella zona di Kifri, con un ordigno, causando la sua distruzione e ferendo quattro crociati e quattro apostati", si legge nel comunicato diffuso dall'Isis attraverso l'agenzia di propaganda Amaq dopo l'attacco avvenuto lo scorso 10 novembre.

La mattina di domenica 10 novembre un ordigno esplosivo rudimentale è esploso al passaggio di un blindato che trasportava soldati delle forze speciali italiane in Iraq, impegnati in un'attività di supporto ad una unità di forze speciali dei Peshmerga. I cinque militari italiani feriti sono tre incursori della Marina (appartenenti al Goi, il Gruppo operativo incursori) e due dell'Esercito (9/o Col Moschin).

Il ricordo di Nassiriya

Il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha deposto oggi una corona d'alloro sull'Altare della Patria per la "Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni di pace", in memoria della strage avvenuta a Nassiriya, in Iraq,  il 12 novembre del 2003 dove morirono 19 italiani: 12 carabinieri, 5 soldati e 2 civili. Questa strage rappresenta la più grande tragedia militare italiana all'estero dopo la seconda guerra mondiale.

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