17:55 07 Dicembre 2019

Ok del Tar a trivelle, sindaco di Noto: rispettato il diritto dei petrolieri, non della comunità

Herbert Frank / Flickr
Italia
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A poche ore dallo stop del Tar alla sospensiva per le ricerche di idrocarburi in Val di Noto, parla Corrado Bonfanti, sindaco di Noto: rispettiamo la decisione del tribunale, ma la concessione mortifica la vocazione dell'area.

A poche ore dalla notizia della decisione del Tar di fermare la sospensiva delle perlustrazioni di idrocarburi in Val di Noto, si fa sentire la voce di Corrado Bonfanti, sindaco di Noto, la cittadina del siracusano capitale del barocco siciliano. 

“Una sentenza si rispetta sempre - dichiara il primo cittadino - anche se la logica del periculum in mora in queste circostanze andrebbe vista in un’ottica di eventuale successivo diritto al risarcimento del danno che la società subirebbe con una revoca postuma". Dietro la decisione del Tar c'è l'assenza del periculum in mora, poiché "non vi è prova" scrive il tribunale che l'attività di perlustrazione "comporti modifiche ambientali", mentre per la valutazione del ricorso nel merito si intravvederebbe l'assenza della legittimità di agire, cioè di competenza, del Comune. 

"Per quanto riguarda la legittimità ad agire - prosegue il sindaco - non si tratta di un territorio, quello del Comune di Noto, riconducibile solo ai confini politici ma di un Sud Est siciliano, ricompreso per storicità, bellezze paesaggistiche, naturalistiche, architettoniche e vocazione agricola, nel più ampio e conosciuto Val di Noto”.
Corrado Bonfanti / Facebook
Corrado Bonfanti

L'area del fiume Tellaro, in cui verranno effettuate le trivellazioni, appartiene alla Val di Noto, territorio che dal 2002 è stato riconosciuto dall'Unesco patrimonio dell'umanità. 

“Ci tengo a precisare - prosegue Bonfanti - che non c’è scontro tra la mia posizione e quella del Dipartimento Energia della Regione Siciliana. C’è solo una diversa posizione. Il Dipartimento dichiara che la concessione è legittima e rispetta il diritto dei petrolieri. Io, invece, penso che non lo sia e mortifica la vocazione enogastronomica e culturale del Val di Noto. Così individua questo lembo di terra il Mondo intero grazie al riconoscimento che l’Unesco ha voluto attivare nel 2002 inserendo l’architettura tardo Barocca presente in ben otto città tra il Patrimonio dell’Umanità e indicando la città di Noto come capofila. Chi risarcisce il danno di una eventuale comunicazione della Commissione Unesco di un warning con rischio di inserimento nella blacklist per non avere rispettato uno sviluppo legato agli impegni assunti attraverso il piano di gestione del sito? Non oso immaginare e spero che, una volta tanto, si guardi più lontano”.

Tags:
trivellazioni, idrocarburi, Sicilia, Italia
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