22:54 07 Dicembre 2019
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Guardia di Finanza scopre frode da 12mln nelle gare di rally, coinvolte 15 società

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La Guardia di Finanza di Erba ha scoperto un giro di false fatturazioni e di evasione fiscale pari a 12 milioni di euro, messo in piedi da 15 tra scuderie di rally e società di sponsorizzazione.

La Guardia di Finanza della Compagnia di Erba, coordinata dal Sostituto procuratore della repubblica di Como, dott. Giuseppe Rose, ha rilevato una frode fiscale da 12 milioni di euro al termine di un accertamento fiscale nei confronti di due società che operano nel settore delle sponsorizzazioni sportive.

Le Fiamme gialle hanno scoperto così, un giro di fatture false per operazioni inesistenti che coinvolgono ben 15 società del settore competizioni sportive rally. Molte di queste società, inoltre, sono “cartiere” poiché “prive di struttura imprenditoriale e commerciale”, spiega il comunicato della Guardia di Finanza.

Segnalati all’autorità giudiziaria 19 persone di nazionalità italiana operanti nel settore delle sponsorizzazioni e noleggio auto, che risiedono nelle provincie di Como, Milano, Brescia, Lecco, Novara, Reggio Emilia e Roma.

Nella truffa coinvolte le principali scuderie

“Il meccanismo fraudolento ha visto protagonisti i tre principali soggetti giuridici operanti nel settore delle gare automobilistiche” scrive la GdiF nel comunicato.

Sono coinvolte scuderie automobilistiche, gli sponsor e le società di promozione pubblicitaria, ma anche alcune società di organizzazione e realizzazione di manifestazioni sportive.

La truffa avveniva sull’acquisto e la vendita di spazi pubblicitari, da cui le scuderie ricavano gli introiti necessari per sostenere le spese necessarie a partecipare ai campionati e competizioni.

Cosa facevano le scuderie di rally per abbattere i ‘costi’

Le scuderie di rally abbattevano il reddito e l’IVA a debito derivanti dalla cessione di spazi pubblicitari, usando fatture false emesse da società appositamente create per facilitare l’evasione fiscale.

L’impianto accusatorio è stato confermato dalle prove. Le Fiamme Gialle hanno verificato i movimenti dei conti correnti intestati alle società coinvolte e ai rispettivi rappresentanti legali.

Analizzando le operazioni, infatti, si è potuto riscontrare che “a fronte dei bonifici effettuati per giustificare il pagamento delle fatture false, venivano effettuati prelievi di denaro contante finalizzati ad un’immediata restituzione delle somme trasferite al netto di una percentuale che variava dall’1% al 20%”.

Non solo, l’indagine ha portato alla verifica di numerosi versamenti su carte di credito prepagate intestate a prestanome.

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