15:59 22 Novembre 2019

Livorno, svolta nelle indagini: la morte della ragazza al rave è conseguenza spaccio

© Foto : Pixabay/ Ulrike Leone
Italia
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Per il pubblico ministero di Livorno la morte della 30enne ritrovata ieri senza vita in un capannone a Livorno sarebbe collegata a due reati, tra cui quello di spaccio di stupefacenti.

Per la procura di Livorno la morte di Moira Piermarini, la 30enne romana ritrovata senza vita all'interno di un capannone industriale a Livorno, è da attribuire allo spaccio di sostanze stupefacenti e ad un altro reato.

Il pm ha aperto un fascicolo contro ignoti per i reati di cui sopra, gettando nuova luce su un giallo decisamente misterioso.

Le indagini, portate avanti dalla squadra mobile di Livorno, hanno permesso di scoprire che la giovane era arrivata a Livorno in treno la mattina del 1 novembre per partecipare al rave che si sarebbe tenuto a partire da quella stessa sera.

Si aspetta dunque ora il risultato dell'autopsia, che sarà eseguita dagli esperti dell'istituto di medicina legale di Pisa, per stabilire quali siano state esattamente le cause della morte.

Il giallo di Livorno

Ieri mattina a Livorno, nei pressi del capannone dell'ex TRW è stato rinvenuto il corpo senza vita di una ragazza di trent'anni.

Sul posto, da venerdì 1 novembre, si era tenuto un rave party non autorizzato organizzato in occasione di Halloween, terminato soltanto nella serata di domenica 3 novembre.

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