22:49 11 Dicembre 2019
Una pompa di benzina

Ricordati di fare il pieno! Sciopero dei benzinai 6 e 7 novembre

Italia
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Sciopero nazionale per i benzinai: il 6 e 7 novembre chiusi tutti i distributori stradali e autostradali. I sindacati di categoria puntano il dito contro le politiche del Governo.

Lo sciopero sarà in atto, su tutto il territorio nazionale dalle ore 6,00 del 6 novembre alle ore 6,00 dell'8 novembre. Le organizzazioni Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio hanno proclamato la chiusura, per 48 ore, dei distributori, richiedendo una partecipazione unita e compatta di tutti i vari gestori.

"Di fronte al silenzio assordante del Governo e all’indifferenza del Mise le Organizzazioni dei gestori non hanno potuto fare altro che ricorrere alla mobilitazione generale, che culminerà con lo sciopero che avrà inizio alle ore 06.00 del giorno 6 e terminerà alle ore 06.00 del giorno 8 novembre" si legge in un comunicato stampa delle organizzazioni riguardo lo sciopero.

"Con questa politica il Governo sceglie di marginalizzare la nostra categoria, anche attraverso la moltiplicazione di adempimenti fiscali, tanto inutili quanto dispendiosi, senza avere il coraggio di mettere le  mani – riordinandola – in quella illegittima giungla contrattuale della quale si avvantaggiano solo soggetti che - fuori da ogni regola e, spesso da ogni legalità - continuano a tenere in ostaggio un settore che contribuisce con circa 40 miliardi/anno al bilancio dello Stato" si continua a leggere sul comunicato.

Le motivazioni

"Nonostante il grido d’allarme sia stato lanciato più volte negli ultimi anni, il settore della distribuzione dei carburanti è stato completamente abbandonato a se stesso e si è quindi assistito alla progressiva diffusione di varie forme di illegalità: sia sotto l’aspetto fiscale, in termini di evasione Iva e accise, sia contrattuale. Noi gestori non possiamo più tollerare questo atteggiamento che accolla sulle nostre spalle tutti gli oneri senza nessuna tutela" afferma la Faib Confesercenti in un precedente comunicato stampa.

Sono stati infatti presi dei provvedimenti che danneggiano la categoria invece di migliorarne la funzionalità: "dalla fatturazione elettronica alla trasmissione telematica dei corrispettivi, dal DAS elettronico all’introduzione dell’ISA in sostituzione degli studi di settore che mette tutta la Categoria fuori dai parametri, all’indifferenza sui temi legati all’onerosità della moneta elettronica e ignora, colpevolmente, che i gestori hanno un margine del 2% sul prezzo di vendita, scaricando interamente solo su di essi responsabilità e costi che dovrebbero invece essere considerati di sistema", si legge ancora in una nota dei sindacati.

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