01:48 18 Novembre 2019
Ilva di Taranto

Ex Ilva, svolta clamorosa: Arcelor Mittal restituisce lo stabilimento allo Stato

© Foto: TPI
Italia
URL abbreviato
5177
Seguici su

A un anno dal suo arrivo a Taranto, Arcelor Mittal rescinde il contratto e restituisce lo stabilimento allo Stato. A rischio più di 10 mila operai.

Arcelor Mittal rescinde il contratto di affitto con compravendita degli stabilimenti ex Ilva. Una mossa clamorosa con cui la holding prende il governo in contropiede, mettendo sul piatto 10000 posti di lavoro, di cui 8000 solo a Taranto, che rischiano di saltare. In pratica un allarme bomba sociale a rischio esplosione.

Poche ore fa, con un fuga di notizie riportata sul Sole 24 ore, veniva annunciato il ritiro del gruppo, proprio in virtù degli stessi accordi sanciti il 31 ottobre 2018. "Secondo i contenuti dell'accordo" è riportato, ArcelorMittal "ha chiesto ai  Commissari straordinari di assumersi la responsabilità delle attività di Ilva e dei dipendenti entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione".

Secondo la società, il contratto prevedere che "nel caso in cui un nuovo provvedimento legislativo incida sul piano ambientale dello stabilimento di Taranto in misura tale da rendere impossibile la sua gestione o l'attuazione del piano industriale, la società ha il diritto contrattuale di recedere dallo stesso contratto".

"Con effetto dal 3 novembre 2019 -aggiunge il gruppo - il Parlamento italiano ha eliminato la protezione legale necessaria alla Società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando così la comunicazione di recesso".  L'eliminazione della "protezione legale necessaria alla società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustifica la comunicazione di recesso. In aggiunta - prosegue il comunicato - i provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto obbligano i Commissari straordinari a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019 pena lo spegnimento dell'altoforno numero 2". Queste condizioni renderebbero "impossibile attuare il suo piano industriale e, in generale, eseguire il contratto".

Un contratto che vede impegnato Arcelor Mittal per 1,1 miliardi in investimenti ambientali, produttivi per 1,2 miliardi. Il costo dell'operazione di acquisizione, vale 1,8 miliardi di euro, da cui vanno detratti i canoni di affitto già versati. I dipendenti Ilva, una volta acquisito lo stabilimento, passerebbero da un contratto a tempo determinato a uno indeterminato. 

Il tavolo con il governo

Pochi giorni fa c'era stato l'incontro tra il ministro Patuanelli e l'AD Lucia Morselli, relativo allo scudo penale attivato con il decreto salva-impresa. Il ministero aveva annunciato successivi incontri previsti per la metà di novembre. In quell'occasione il segretario generale della UIL segretario Carmelo Barbagallo aveva espresso la sua preoccupazione per il timore che la società cercasse un alibi per dismettere la produzione siderurgica in Italia, e dedicarsi solo al mercato dell'acciaio.

Anche la Fiom era preoccupata di un possibile piano industriale con un calo dell'occupazione di 5000 unità. Dal tavolo tra gruppo e MISE erano state escluse le parti sociali. L'azienda, in crisi, perde 2 milioni di euro al giorno.

Duro il segretario della Fim Cisl, Marco Bentivogli. "Tra le motivazioni principali di ArcelorMittal, il pasticcio sullo scudo penale. Un capolavoro di incompetenza e pavidità politica: non disinnescare bomba ambientale e unire bomba sociale", ha dichiarato. 

Tags:
Ilva, Ministero dello Sviluppo Economico, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik