11:51 21 Novembre 2019

"Non vi meritate Liliana Segre", lettera sfogo del figlio della senatrice a vita

© AP Photo / Luca Bruno
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Il figlio primogenito della senatrice a vita è intervenuto con una lettera aperta dopo l’astensione di tutto il centrodestra alla proposta per istituire una commissione speciale contro l'odio, il razzismo, l'antisemitismo, l'intolleranza e la violenza.

Il Corriere della Sera ha pubblicato una lettera aperta di Alberto Belli Paci, figlio primogenito della senatrice a vita Liliana Segre, dopo l’approvazione al Senato della proposta per istituire una commissione contro odio, razzismo e antisemitismo. La mozione, contrariamente a quanto si auspicava la stessa senatrice, non è stata votata all'unanimità, dal momento che il centrodestra ha scelto di astenersi per alcuni passaggi del testo da loro considerati "strumentali" o promotori di "censura politica".

"A voi che non vi alzate in piedi davanti a una donna di 89 anni, che non è venuta lì per ottenere privilegi o per farsi vedere più brava ma è venuta da sola (lei sì) per proporre un concetto libero dalla politica, un concetto morale, un invito che chiunque avrebbe dovuto accogliere in un mondo normale, senza sospettosamente invece cercare contenuti sovversivi che potevano avvantaggiare gli avversari politici. A voi dico: io credo che non vi meritiate Liliana Segre!": questo è il passaggio più duro e toccante della lettera.

Il figlio della senatrice ha smentito seccamente e con una punta di indignazione la tesi delle possibili strumentalizzazioni politiche della proposta della madre, reduce di Auschwitz. 

"Guardatevi dentro alla vostra coscienza. Ma voi credete davvero che mia madre sia una che si fa strumentalizzare? Con quel numero sul braccio, 75190, impresso nella carne di una bambina? Credete davvero che lei si lasci usare da qualcuno per vantaggi politici di una parte politica in particolare? Siete fuori strada. Tutti. Talmente abituati a spaccare il capello in quattro da non essere nemmeno più capaci di guardarvi dentro".

Infine ha concluso l'intervento rivelando le aspettative della madre dal voto dell'Aula.

"Lei si aspettava accoglienza solidarietà, umanità, etica, un concetto ecumenico senza steccati, invece ha trovato indifferenza al suo desiderio di giustizia".

Giorgia Meloni (FdI): sì a commissione contro l'antisemitismo

"Se vogliamo votare un documento serio sul tema dell'antisemitismo , Fratelli d'Italia c'è, ma non ci si può nascondere dietro una questione così seria per tentare di mettere in atto una censura politica verso i propri avversari, cosa che la sinistra ha da tempo in mente, non potendo competere con le idee di buon senso che portiamo avanti, e cercando di farci stare zitti", l'intervento della leader di Fratelli d'Italia dopo le polemiche per l'astensione in Senato.

Voto in Senato sulla "commissione Segre"

Con 151 voti favorevoli, nessun contrario e 98 astensioni, il Senato ha approvato la mozione della senatrice a vita Liliana Segre sull'istituzione di una commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni dell'intolleranza, del razzismo, dell'antisemitismo e dell'istigazione all'odio e alla violenza.

Il Pd è passato all'attacco del centrodestra "a trazione Salvini" per bocca del segretario Nicola Zingaretti.

"Che vergogna questa destra sempre più a trazione Salvini che cede alla piazza San Giovanni piena d’odio, rancore e violenza e boccia la commissione. E poi diteci che non c’è differenza tra destra e sinistra", parte del suo post su Facebook.

Ancora più duro il commento del deputato Dem Emanuele Fiano, che ha parlato di "macchia indelebile per la nostra storia parlamentare."

Dal centrodestra hanno motivato l'astensione per alcuni passaggi del testo non graditi a rischio di censura politica (Fratelli d'Italia) e per "l'uso strumentale" della commissione (Lega).

Tags:
antisemitismo, Razzismo, Società, Italia
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