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12:52 13 Novembre 2019

Omicidio Sacchi, i risultati dell'autopsia: letale lo sparo alla testa

© Foto : Pixabay/ Dorinel Nedelcu
Italia
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I risultati dell'autopsia confermano la morte in seguito al colpo sparato in testa.

Senza sorprese l'esito dell'autopsia che conferma le cause della morte di Luca Sacchi, il 24 enne deceduto a Roma la notte tra il 23 e il 24 ottobre. Dall'esame effettuato questa mattina al Policlinico Umberto I di Roma, risulta fatale un colpo sparato alla testa dal 21 enne Valerio del Grosso, durante un'aggressione compiuta assieme a Paolo Pirino, davanti al John Cabot, un pub dei Colli Albani. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, Sacchi sarebbe stato ucciso mentre tentava di difendere la sua fidanzata, Anastasia Kylemnyk, da un tentativo di rapina. 

Confermata per i due 21 enni la misura del carcere cautelare, stabilita nell'ordinanza di 8 pagine depositata dal Gip Corrado Cappiello.

"In ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari – si legge nell'ordinanza - deve osservarsi come sussista il concreto pericolo di commissione di ulteriori gravi delitti con uso di armi o altri mezzi di violenza personale da parte di entrambi gli indagati, avuto riguardo alle modalità ed alle circostanze del fatto, nonché alla comprovata disponibilità di un revolver". Inoltre "la volontarietà dell'omicidio quantomeno sotto il profilo del dolo eventuale, appare indiscutibile, tenuto conto dell'arma impiegata, della distanza ravvicinata, nonché della zona del corpo della vittima presa di mira nel corso di una rapina violenta".

Un altro elemento per cui si convalida il fermo cautelare è il tentativo di fuga di Del Grosso. "In ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari deve osservarsi che gli indagati hanno cercato di darsi alla fuga – si legge nel provvedimento - dopo aver appreso che i familiari di Del Grosso Valerio si erano presentati in commissariato e nel quartiere si era sparsa la voce del loro coinvolgimento nei gravi delitti".

Il furto dello zainetto

L'ordinanza sembra validare l'ipotesi di furto come movente dell'aggressione e del delitto. Si legge che, successivamente all'omicidio di Luca Sacchi,  "Valerio Del Grosso è stato rintracciato in una stanza d'albergo e, spontaneamente, ha collaborato con gli investigatori consentendo il recupero degli oggetti di cui si era sbarazzato in diversi punti della città", srive Cappiello.

Ritrovati oltre alla refurtiva anche il bossolo esploso e la mazza da baseball con cui è stata perpetrata l'aggressione dei confronti della Kylemnyk.

"In via Ottaviano Conte di Palombara, all'altezza del parcheggio, tra i cespugli sono stati rinvenuti un portatessere e un portafogli da donna contenenti la patente di guida intestata ad Anastasiya Kylemnyk; - recita l'ordinanza - in via Conti di Rieti all'altezza del civico 55, nascosto in un tombino, è stato rinvenuto un guanto in lattice blu, chiuso con dei nodi contenente un bossolo esploso; in via di Tor Bella Monaca, tra le sterpaglie dello spartitraffico della rampa di accesso al Gra, è stato rinvenuto uno zaino da donna; infine in via Belmonte in Sabina, presso lo svincolo del Gra 'Centrale del Latte' all'interno di un campo sul lato destro del guardrail è stata rinvenuta una mazza da baseball di colore nero in metallo".

Il racconto di un testimone

 Spunta nelle pagine del decreto, un testimone che confermerebbe la deposizione della Kylemnyk, che nei giorni scorsi era stata messa in discussione. Da quanto si legge, di tratterebbe di un "amico di Luca Sacchi, presente al momento dei fatti ha dichiarato di aver raggiunto verso le 23 circa nei pressi del pub John Cabot, l'amico Luca e la sua fidanzata Anastasia per trascorrere assieme la serata allontanatosi di qualche passo per telefonare notava giungere lungo via Bartoloni una vettura di colore grigio con strisce nere sui fianchi che parcheggiava pochi metri di distanza da Luca e Anastasia".

Il testimone riferisce si aver visto i due ventunenni "entrambi con i capelli corti, uno dei quali indossava una tuta ginnica color nero, mentre l'altro con una tuta ginnica di colore chiaro che reggeva in mano una mazza di colore nero con una sfera all'estremità. I due uomini gridavano alla ragazza di consegnare loro lo zaino che aveva a tracolla e senza attendere la consegna quello con la tuta chiara la colpiva violentemente la testa".

"Secondo il racconto dello stesso testimone - si legge - Luca Sacchi spingeva con forza l'assalitore, facendolo cadere; quindi quello con la tuta nera gli si avvicinava esplodendo ad un paio di metri di distanza un colpo che attingeva Luca alla testa; quindi i due rapinatori fuggivano immediatamente a bordo dell'autovettura sulla quale erano giunti, dileguandosi lungo via Mommsen".

La ragazza verrà riascoltata dagli inquirenti nei prossimi giorni. 

 

  

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omicidio, Roma, Italia
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