03:22 20 Novembre 2019
Sistema antimissile Samp-T

L’Italia ritira la sua postazione antimissile SAMP/T dalla Turchia

CC BY-SA 2.0 / cquest / SAMP-T Mamba (Aster 30) mounted on a transporter erector launcher vehicle
Italia
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Il Sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofano, conferma durante l’interrogazione alla Camera che lo schieramento antimissile italiano Samp-T schierato in Turchia verrà ritirato. Forse una risposta politica all’azione ‘Fonte di pace’ di Ankara in Siria?

No, secondo il Ministro Lorenzo Guerini che al vertice NATO di Bruxelles aveva già voluto chiarire che l’impegno della batteria italiana era iniziato nel 2016 ed era stato autorizzato dal Parlamento solo fino a tutto il 2019, quindi il ritiro confermato del sistema di difesa e dei 130 soldati italiani alla fine di questo anno non sarebbe altro che “attuare quanto previsto”.

In termini ancora più diplomatici, ed al fine di allontanare ulteriormente il dubbio che il ritiro sia da mettere in relazione alle critiche rivolte alla Turchia per le sue iniziative unilaterali in Siria Guerini ha voluto specificare: “c’è preoccupazione condivisa per l’iniziativa turca. Si comprendono le ragioni di sicurezza, ma l’emergenza umanitaria che si è determinata richiede una soluzione politica. Devono tacere le armi, ora serve il lavoro della politica”.

Il media ‘AnalisiDifesa’, che specificatamente si occupa di questioni militari e geopolitica, a questo proposito vuole tuttavia osservare che l’operazione NATO Active Fence, nell’ambito della quale si muoveva lo schieramento italiano in Turchia, aveva essa stessa di per sé oramai null’altro che valore puramente politico perchè dalla Siria, per ammissione stessa del Pentagono, in realtà non erano mai arrivate minacce realistiche di attacchi missilistici alla Turchia tali da giustificare realmente postazioni di difesa antimissile alleate.

Dall’altro canto, lo stesso media specializzato, riconosce che il segnale politico vero è già stato dato in Siria e non dalla NATO, bensì dalla Russia che con il vertice di Sochi ha imposto un dispiegamento di truppe russe e siriane lungo il confine con tra Siria e Turchia con l’obiettivo di spegnere sul nascere ogni possibile possibilità di escalation.

Il sistema SAMP/T e la NATO Active Fence

Il FSAF SAMP/T è un sistema missilistico terra-aria sviluppato dal consorzio europeo Eurosam formato da MBDA Italia, MBDA Francia e Thales. Utilizza missili Aster 30 che hanno raggio di azione di 100 km per l’intercettazione degli aerei e 25 km per i missili. Le batterie sono composte da lanciatori mobili con un numero di missili che va da 8 a 48.

La partecipazione italiana impiegata a Kahramanmaras, nell’ambito della missione Nato Active Fence, aveva avuto inizio nel giugno del 2016, a seguito del ritiro dei Patriot americani e tedeschi.

L'operazione Active Fence era stata lanciata dalla NATO nel gennaio 2013 su richiesta della Turchia con la motivazione ufficiale di proteggere lo spazio aereo del Paese da possibili attacchi missilistici sullo sfondo di un'escalation della crisi siriana. Nell'ambito di questa missione, cinque paesi dell'alleanza - Germania, Spagna, Italia, Paesi Bassi e Stati Uniti - avevano schierato i loro sistemi di difesa aerea nel sud-est della Turchia. Attualmente, la batteria missilistica Patriot spagnola e i sistemi di difesa aerea italiani SAMP-T sono le uniche postazioni che continuano a trovarsi lì. Lo stesso segretario alla Difesa statunitense Mark Esper ha recentemento implicitamente ammesso che dalla Siria non provengono minacce missilistiche.

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