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05:07 12 Novembre 2019
Carte di credito

Confesercenti e l’obbligo di moneta elettronica. Ai commercianti costerà 2 mld di euro

© AP Photo / Mark Lennihan, File
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L'obbligo di moneta elettronica negli esercizi commerciali costerà 2 miliardi di euro a imprese e famiglie. Confesercenti sconfessa il Governo: uso moneta elettronica non aumenta gettito.

Potrebbe costare 2 miliardi di euro in più di aggravi e canoni ai commercianti e alle imprese, l’attivazione della norma che impone l’obbligo di avere un pos presso l’attività commerciale per i pagamenti in moneta elettronica.

A dirlo la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise, durante la sua relazione finale all’assemblea elettiva dell’Associazione, dove erano presenti anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il viceministro all’Economia Antonio Misiani.

La presidente De Luise si domanda se il governo ha fatto la scelta giusta introducendo questa misura normativa restrittiva. La sua risposta alla domanda è schietta, il governo avrà fatto bene

“solo se ridurrà i costi della moneta elettronica azzerandoli per i micro-pagamenti e garantendo il credito di imposta per l’installazione dei Pos. Sarebbe stato assurdo, invece, tassare il prelievo del contante: meglio incentivi anziché sanzioni”.

Ciò che Confesercenti vuole evitare è che la norma si trasformi in “un regalo alle banche”, ed evitare che i costi di queste ultime possano in ultima istanza gravare sui clienti finali sotto forma di rincari delle merci e dei servizi.

I Pos crescono in Italia anche senza l’obbligo

L’associazione di categoria Confesercenti rende noto durante l’assemblea i dati in suo possesso sull’installazione di Pos in Italia. Dal 2012 al 2018, il numero di Pos attivi è cresciuto del 112% per un totale di 3,1 milioni di dispositivi presenti nelle attività commerciali: record europeo di dispositivi installati.

Così come aumenta anche il numero di transazioni fatte dagli acquirenti con le carte di debito, in aumento del 57%, ovvero, 33 miliardi di euro transati elettronicamente.

La presidente De Luise, usando i dati reali in suo possesso, sconfessa in definitiva la misura del governo quando afferma che il boom nell’uso della moneta elettronica, “non ha trovato un riscontro proporzionale nel gettito derivante dalla lotta all’evasione.”

Per la De Luise lo Stato ha già gli strumenti per monitorare, senza dover introdurre nuovi obblighi: “Tra fatture elettroniche ed invio dei corrispettivi, l’Agenzia delle Entrate è già oggi in grado di monitorare h24 le imprese”.

Sbagliato associare la moneta elettronica alla lotta all’evasione

Sbagliato e fuorviante per la De Luise “associare la moneta elettronica alla lotta all’evasione”, mentre invece bisognerebbe combatterla con la web tax e “con il collegamento fra banche dati, che oggi non comunicano”.

La presidente di Confesercenti se la prende poi con i giganti dell’IT statunitense, a detta della quale verserebbero alle casse dell’Agenzia delle Entrate “quanto un nostro albergo di medie dimensioni”.

“La lotta all’evasione non si fa con gli slogan, ma con i dati e i mezzi di cui lo Stato dispone. Se poi la moneta elettronica sarà anche utile per combattere l’evasione, ben venga”.

Questo il messaggio conclusivo consegnato dalla presidente di Confesercenti al premier Conte presente all’assemblea.

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