16:54 22 Novembre 2019

Caccia allo spacciatore che ha venduto droga alla 19enne morta in discoteca

© Foto : Pixabay/ Ulrike Leone
Italia
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Le indagini dei carabinieri sulla morte di Erika, la 19enne deceduta in una discoteca vicino Firenze, si concentrano sullo spacciatore che quella sera avrebbe venduto una dose di ecstasy alla giovane.

Caccia aperta ora per il pusher che, nella notte tra sabato e domenica, ha venduto una dose di ecstasy alla 19enne di Livorno Erika Lucchesi, morta durante la serata al Jaiss di Sovigliana di Vinci (provincia di Firenze), aperto per il "re-opening season 2019-20". Le indagini sono state affidate al nucleo investigativo del comando provinciale di Firenze, mentre il sostituto procuratore Fabio Di Vizio ha aperto un fascicolo per morte come conseguenza di altro delitto, omicidio colposo e spaccio.

Per domani è invece programmata l'autopsia, ad opera dell'Istituto di medicina legale di Careggi, sul corpo della giovane, per scoprire se la causa della morte della ragazza sia riconducibile ad un mix di alcol ed ecstasy. Mentre il locale si trova al momento in stato di sequestro, le indagini degli agenti si concentrano sulla figura del pusher, il cui ruolo è emerso anche grazie alla testimonianza degli amici della ragazza che erano presenti quella sera. 

La proposta: prevenzione per i giovani nelle scuole

La tragedia dello scorso sabato ha suscitato diverse reazioni, riportando alla ribalta il tema della sicurezza dei giovani. Nel mondo politico si alzano richieste per maggiori provvedimenti a tutela dei giovani. Maurizio Marchetti, rappresentante di Forza Italia della Regione Toscana, ha richiesto controlli sui giovani per riuscire a prevenire le loro dipendenze, con monitoraggi anche all'interno delle strutture scolastiche:

"Per centrare l’obiettivo della prevenzione della diagnosi precoce, o early detection, dell’uso di sostanze servono azioni su due livelli: rivolte ai giovani, anche attraverso campagne peer to peer e azioni di tutoring o comunque utilizzando le nuove tecnologie, ma anche rivolte agli adulti con percorsi formativo-informativi più tradizionali da attivare anche all’interno dei Ser.D. presenti sul territorio regionale, così che famiglie, educatori e adulti in genere siano in qualche modo sollecitati a varcare quella soglia. Non è la soglia di una vergogna, ma può essere il varco tra la vita e la morte di tanti ragazzi. La Regione prenda per mano giovani e adulti e li aiuti a superarla", ha dichiarato Marchetti in un comunicato stampa del consiglio regionale.
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