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04:03 12 Novembre 2019
Infermiera si prepara a somministrare il vaccino

Influenza, primo caso grave in Italia: incubato uomo a Udine

© Sputnik . Ramil Sitdikov
Italia
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In questi giorni a Udine si è registrato il primo caso grave di influenza, con un uomo che è rimasto in incubazione per oltre 20 giorni.

L'influenza sembrerebbe aver scelto di arrivare in anticipo quest'anno in Italia, con un uomo di 50 anni che ha dovuto fare i conti con una forma virale molto grave la quale, a causa delle conseguenze batteriche, ha costretto i medici dell'ospedale di Udine ad inturbarlo per salvargli la vita.

L'uomo è stato dimesso dopo una degenza durata 20 giorni, ed in fase di guarigione completa.

I dottori hanno parlato di un virus decisamente più aggressivo rispetto al solito che può esporre a conseguenze molto gravi anche persone che non soffrono di altre patologie.

A lanciare l'allarme sono stati gli infettivologi della Società italiana di terapia antinfettiva, che hanno posto l'accento proprio sul fatto che il virus in questione sia riuscito a colpire una persona del tutto sana e pertanto non facente parte della categoria dei soggetti a rischio, quali bambini o anziani.

"Se questi sono i segnali, con una prima diagnosi già alla fine di settembre, e se si ripeterà lo scenario registrato in Australia e altre parti del mondo, andremo incontro a una stagione influenzale particolarmente aggressiva, con circolazione di virus influenzali molto diversi: H3N2, come nel caso in questione, H1N1,virus B", ha dichiarato Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e Presidente della stessa Società italiana di terapia antinfettiva.

Di fondamentale importanza le vaccinazioni 

Secondo il professor Bassetti un ruolo importantissimo nella battaglia contro i malanni stagionali viene esercitato dalle vaccinazioni.

"Questo caso suggerisce che la forma influenzale di quest'anno, anche se non dovesse avere numeri straordinari come quelli dell'inverno 2017-18, può colpire anche le persone sane e rafforza il messaggio che la vaccinazione antinfluenzale deve essere universale perché non esiste categoria di soggetti risparmiata dalle potenziali complicanze dell'influenza".
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