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04:02 12 Novembre 2019
La ricostruzione del ponte Morandi

Ponte Morandi, la procura accusa Autostrade: falsi report sulla sicurezza del viadotto

© AP Photo / Antonio Calanni
Italia
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La procura di Genova accusa Autostrade: report sulla sicurezza dei viadotti sistematicamente falsificati, per nascondere inadempienze sulla manutenzione.

Autostrade per l'Italia compilava falsi report sulla sicurezza dei viadotti al fine di tenere nascosto lo stato di obsolescenza dovuto a inadempienze sugli obblighi di manutenzione imposti dalla legge. Questa l'accusa pesantissima della procura di  Genova nei confronti della concessionaria della famiglia Benetton, contenuta nella richiesta di misure cautelari emessa a carico di 9 dirigenti e ingegneri della società e della controllata Spea Engineering. 

“Dalle carte dell’inchiesta emergono reiterati e organizzati comportamenti di falsificazione di numerosi atti pubblici, tutti caratterizzati dalla finalità di occultare il reale stato di ammaloramento di svariate opere della rete autostradale” e nascondere "gravissime inadempienze" agli obblighi di legge, si legge nell'atto del procuratore Walter Cotugno depositato al tribunale del Riesame. 

Un "preciso modus operandi", spiega la procura, in cui "emerge il coinvolgimento diffuso di svariate articolazioni della società Spea e di Autostrade per l’Italia, con i loro rispettivi responsabili al più alto livello“ e che è proseguito anche dopo il crollo del viadotto. “Vengono tuttora falsificati con pari sistematicità gli atti pubblici relativi agli accertamenti e alle verifiche circa la sicurezza della circolazione su una serie di ulteriori opere d’arte della rete autostradale”, sottolinea il procuratore. 

Gli indagati, si legge, si sono "organizzati per sviare ed eludere le indagini, che sanno essere in corso, ostacolando sia l’acquisizione delle prove sia la genuinità delle stesse. Anche tale attività di inquinamento probatorio viene svolta ai massimi livelli dirigenziali. Risulta infatti che il direttore responsabile dell’ufficio legale di Spea abbia posto in essere con l’aiuto di numerosi collaboratori indagati una sistematica attività di “contro indagine” e d’inquinamento probatorio, anche mediante comportamenti penalmente rilevanti”.

Nelle carte si citano come esempio “la preparazione degli interrogatori dei testimoni e il posizionamento di jammer per disturbare le intercettazioni. Le indagini hanno inoltre consentito di accertare che i testimoni vengono convocati per essere preparati alle indagini e sono poi riconvocati per riferire in ordine alle dichiarazioni rese”.

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Genova, Italia
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