23:48 15 Novembre 2019
Felice Maniero

Brescia, arrestato ex boss Felice Maniero: picchiava la compagna

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Finisce di nuovo in manette per maltrattamenti contro la convivente, Felice Maniero, detto faccia d'angelo, l'ex boss della Mala del Brenta. Contro di lui applicata il Codice Rosso contro la violenza sulle donne.

E' di nuovo nell'occhio del ciclone l'ex boss dal volto di angelo, che negli anni '70 e '80 ha terrorizzato il nord Italia. Felice Maniero, 65 anni, è finito in carcere in seguito alla denuncia della donna, che ha fatto scattare il Codice Ross, la legge introdotta ad agosto per contrastare la violenza sulle donne e i femminicidi. 

A firmare l'ordinanza di custodia cautelare è stato il gip di Brescia Luca Tringali. Maniero, che viveva a Brescia sotto falsa identità, adesso si trova in carcere a Bergamo.

Chi è Faccia d'Angelo? 

Felice Maniero è stato il boss di una organizzazione criminale di stampo mafioso che ha avuto origine in Veneto, nella zona del fiume Brenta da cui poi il nome. Nei primi anni di attività criminale la banda era dedita per lo più a furti di bestiame e microcriminalità. Sul finire degli anni settanta, con l'arrivo sul territorio di alcuni esponenti della mafia siciliana come Totuccio Conturno, Antonio Fidanzati, Antonino Duca e Rosario Lo Nardo,in soggiorno obbligato, il gruppo si trasformò in una organizzazione paramafiosa, dedita a rapine, estorsioni, traffico di armi e stupefacenti, racket, sequestri, omicidi, corruzione e furti di opere d'arte.

La sua attività dal Veneto si diffuse presto in tutto il nord Italia, dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia, travalicando i confini nazionali e intessendo rapporti con le organizzazioni mafiose del sud Italia. 

Maniero viene catturato diverse volte, la prima volta nel 1980. Nel 1987, con una fuga rocambolesca, evade dal carcere di Fossobrone e nel 1991 fa rubare dai suoi uomini il mento della statua di Sant'Antonio da Padova, con cui chiese allo Stato la liberazione di un familiare. Nel 1994 viene nuovamente arrestato e nel 1995 si pente e diventa un collaboratore di giustizia. Il 23 agosto 2010 torna in libertà con una nuova identità. 

Negli ultimi mesi Maniero aveva dichiarato la volontà di divenire un testimonial della lotta contro l'inquinamento, diventando una sorta di giornalista d'inchiesta per denunciare la presenza di microplastiche nell'organismo umano. 

 

Tags:
mafia, Veneto, Italia
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