02:54 20 Novembre 2019
Agenti della polizia italiana a Milano

Tifoso morto prima di Inter-Napoli, l’investitore avrebbe legami con clan camorristici

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Italia
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L’arrestato si chiama Fabio Manduca, ha 39 anni, ed è di Napoli, dove è stato arrestato dalla Digos partenopea.

Arrestato l’investitore di Daniele Belardinelli, l’ultrà dell’Inter travolto da un’auto durante gli scontri precedenti la partita Inter-Napoli del 26 dicembre 2018. L’arrestato si chiama Fabio Manduca, ha 39 anni, ed è di Napoli, dove è stato arrestato dalla Digos partenopea.

Secondo le indagini condotte dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dai pm Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri, l’uomo avrebbe legami con i clan camorristici del napoletano e con il gruppo ultras dei Mastiffs (“mastini”).

Manduca, titolare con il fratello di una ditta di pompe funebri, avrebbe all’attivo un “palmares” di tutto rispetto: precedenti per furto, ricettazione, commercio di prodotti falsi, truffa.

Tifoso morto prima di Napoli-Inter. Arrestato Fabio Manduca

Secondo l’accusa Fabio Manduca, accusato di omicidio volontario, la sera del 26 dicembre del 2018 era alla guida della Renault Kadjar che ha deliberatamente travolto e ucciso Daniele Belardinelli, durante gli scontri tra gli ultras dell’Inter e consociati, contro gli ultras del Napoli.

L’omicidio, lo ricordiamo, è maturato durante l’agguato dei tifosi nero-azzurri ai danni dei tifosi del Napoli che in quel momento viaggiavano in carovana in via Novara, a circa 2 chilometri dallo stadio di San Siro a Milano.

Gli ultras dell’Inter assalirono la carovana con mazze, coltelli e bastoni, a quel punto Manduca, dopo aver superato un’Audi A3 che lo precedeva, avrebbe puntato dritto sul gruppo di ultras interisti investendo volontariamente Belardinelli, di 39 anni e ultrà del Varese, quest’ultima tifoseria gemellata con quella interista.

Le indagini

Fabio Manduca era da mesi l’indiziato principale, ma si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere. Gli investigatori sono arrivati a lui grazie a meticolosi lavori di investigazione sui filmati delle telecamere della zona, ma anche attraverso intercettazioni telefoniche, l’analisi di tracce biologiche e dall’incrocio delle versioni rese dai vari indagati. Gli investigatori della Digos, inoltre, sono risaliti all’accusato anche per le condizioni dell’auto compatibili con la dinamica dell’investimento.

Le condanne

Lo scorso marzo, per gli scontri di Santo Stefano 2018, erano arrivate le prime condanne per 5 imputati, con pene fino a 3 anni e 8 mesi di carcere e un patteggiamento per Luca Da Ros che aveva collaborato con gli inquirenti. Tra i condannati ci sono i capi della curva interista Marco Piovella e Nino Ciccarelli.

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Tags:
Milano, Napoli, Calcio
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