23:42 15 Novembre 2019
Grano

Grani Antichi, Antitrust denuncia tentativo di monopolio di Sis

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Vendeva il pregiato grano, di cui deteneva l'esclusiva solo a chi si impegnava a rivenderlo alla stessa Sis. Approfittava della propria posizione di mercato per imporre i prezzi ed eliminare la concorrenza. E' quanto emerge dall'istruttoria dell'Antitrust

La Società Sis di Bologna aveva ricevuto dalla CREA la concessione esclusiva del Senatore Cappelli, una pregiata qualità di grano antico siciliano, per la moltiplicazione e la commercializzazione della varietà. E invece ha imposto un monopolio, creando una filiera chiusa attraverso cui costringeva l'acquirente a consegnare l'intero raccolto, al prezzo imposto da Sis. Così aveva eliminato la concorrenza e deteneva l'esclusiva nella commercializzazione della varietà di grano Cappelli. Questo è quanto emerge dall'istruttoria dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato, che tuttavia non è ancora approdata a una decisione finale. 

La Sis sfruttava la sua posizione di mercato, si legge nella comunicazione dell'Istruttoria dell'AGCM, per

  • imporre pratiche sleali,
  • imporre il Contratto-Sis, che costringe il produttore a rivendere al fornitore di sementi,
  • negare le forniture ai coltivatori non aderenti a Coldiretti o ritardantole in maniera del tutto ingiustificata,
  • aumentare in maniera ingiustificata il prezzo del grano, sino al 60% rispetto al prezzo precedente. 

Secondo AGCM, così facendo Sis avrebbe creato un monopolio e una discriminazione:"Le evidenze agli atti mostrano come SIS abbia subordinato la fornitura delle Sementi all’accettazione del vincolo di filiera chiusa, facendosi forte dell’esclusiva ottenuta in base alla Licenza-CREA, ciò che per di più è avvenuto a valle di una fase di notevole sviluppo della varietà Cappelli e la conseguente crescita della richiesta commerciale di prodotti alimentari a base della stessa".

"Dato un siffatto squilibrio contrattuale, dalle risultanze istruttorie è emerso che SIS ha fatto leva su di esso — in particolare per l'esclusiva legale detenuta sulle Sementi in base alla licenza Crea - per imporre ai coltivatori la stipula del Contratto-SIS, ai sensi del quale gli stessi s’impegnano a conferire il Raccolto. SIS, inoltre, ha ritardato o definitivamente denegato la fornitura di Sementi in maniera ingiustificata, discriminando tra i coltivatori richiedenti sulla base di considerazioni del tutto sconnesse da motivazioni obiettive e leali. SIS, infine, non appena ottenuta l'esclusiva sulle Sementi ha praticato un incremento di prezzo assai significativo rispetto a quelli registrati in precedenza risultato ingiustificato rispetto agli impegni e spese sostenuti da SIS in quel momento procedendo a ulteriori aumenti di prezzo anche negli anni successivi", prosegue Agcm.

Pratiche commerciali sleali, conclude l'Autorità Antitrust, volte a sfruttare in maniera abusiva della propria posizione di forza commerciale da parte di ai danni dei coltivatori. 

Il grano Senatore Cappelli

Si tratta di una varietà associata ai cosiddetti grani antichi, un grano duro ad alto stelo selezionato in Italia all'inizio del Novecento e impostosi per le sue qualità di coltivazione e produzione di pane e pasta. Utilizzato in produzioni alimentari pregiate di pane e pasta, è caratterizzato da un significativo differenziale di prezzo rispetto alle produzioni più comuni. Cosa che sinora aveva consentito ai produttori di grano Cappelli di ottenere prezzi più elevati, sino a 100 €/quintale rispetto a 20 €/q. La proprietà della qualità del grano appartiene allo Stato italiano. 

Corrao (M5S): “Su monopolio Senatore Cappelli Antitrust ci ha dato ragione”

“Abbiamo avuto ragione: Hanno cercato di monopolizzare e di lucrare sulla varietà di grano Senatore Cappelli, patrimonio del nostro Sud. Adesso chi ha sbagliato paghi e soprattutto si restituisca il Senatore Cappelli ai piccoli produttori dopo anni di abusi”.

Lo ha dichiarato il deputato europeo Ignazio Corrao alla luce delle risultanze dell’Autorità Antitrust che lo stesso Corrao aveva contribuito ad avviare attraverso le sue segnalazioni.

“Sono molto soddisfatto della relazione dall’Autorità Antitrust– prosegue l’eurodeputato - perchè non lascia più dubbi. Ci sono state pratiche sleali, sfruttamento di una posizione di forza, diniego ingiustificato della fornitura delle sementi a coltivatori non aderenti ad una nota associazione di categoria, molti dei quali pur appartenendo ad altre altrettanto autorevoli associazioni di categoria, si sono visti imporre ingiustificati aumenti di prezzo del 60%. Tutto ciò è successo dopo l'accordo in esclusiva che il CREA aveva sottoscritto con la SIS, una delle una delle principali imprese sementiere italiane. Tale accordo autorizzava la società sementiera a gestire la riproduzione del seme Cappelli bio per 15 anni. E invece così facendo hanno di fatto realizzato una pratica commerciale sleale”.

“E’ stata una battaglia importante - spiega ancora Corrao - portata avanti al fianco degli agricoltori e degli iscritti alle altre associazioni di categoria che erano stati esclusi. Ho portato personalmente la vicenda all’attenzione delle istituzioni europee prima interrogando la Commissione UE e poi fornendo tutta la documentazione all’Autorità Antitrust che oggi si è espressa. E’ un fatto storico che l’Autorità Antitrust abbia mostrato inequivocabilmente il tentativo di una società privata di accaparrarsi abusivamente di un patrimonio agricolo appartenente tutti noi, ma soprattutto di farne profitto a danno dei coltivatori di grano Cappelli”.

“Attendiamo ancora la decisione finale dell’Autorità Antitrust - conclude Corrao - ma è chiaro che adesso, alla luce di quanto emerso, il Ministro Bellanova debba togliere senza appello il grano Cappelli dalle mani di SIS per restituirlo a tutti quei piccoli produttori che fino ad oggi sono stati danneggiati. Restiamo a disposizione degli attori istituzionali per stilare un programma concreto sullo sviluppo e la tutela della filiera dei grani antichi”.

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Coldiretti, Grano, Sicilia, Italia
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