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07:55 13 Novembre 2019
Guardia di Finanza

Maxi inchiesta antievasione a Roma, indagate 650 persone e sequestri per 20 milioni di euro

© Foto: Flickr
Italia
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La maxi inchiesta anti-evasione, coordinata dalla Procura di Roma e eseguita dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, ha portato al sequestro di 20 milioni di euro e 21 misure interdittive. L'indagine ha anche permesso di scovare un gruppo criminale che aveva effettuato operazioni di riciclaggio per oltre 55 milioni di euro.

L'operazione, ribattezzata con il nome Easy Money, è stata condotta dai finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, in coordinamento con la Procura di Roma. Dopo tre anni e mezzo di indagini, 650 indagati e il controllo di centinaia di conti correnti bancari, i finanzieri hanno effettuato il sequestro di 20 milioni di euro, con misure di interdizione per fatture false, riciclaggio e anti-riciclaggio. Tali misure non incidono sulla libertà di movimento del soggetto, bensì sulla sfera giuridica della persona, limitandone temporaneamente l'esercizio di determinati diritti. 

Il Nucleo Speciale ha inoltre scoperto l'esistenza di un gruppo criminale che, attraverso operazioni di riciclaggio e auto-riciclaggio, aveva ottenuto profitti illeciti per oltre 55 milioni di euro. I finanzieri avevano già arrestato, nel 2017, 4 imprenditori accusati di essere gli ideatori del sistema di frode. Nelle indagini successive furono poi individuati altri soggetti che erano incaricati di funzioni come la creazione di società "cartiere", la preparazione di fatture false e il riciclo di denaro corrisposto a far fronte al pagamento dei documenti fiscali emessi.

Significativa, ai fini del sistema di frode, anche la collaborazione di un commercialista romano che, essendo a conoscenza delle situazioni finanziarie dei propri clienti, reindirizzava questi ultimi verso i servizi offerti dall'organizzazione, procurando a quest'ultima sempre nuovi soggetti. I clienti, a cui venivano restituite le somme in contante, ottenevano la disponibilità di denaro da utilizzare senza correre il rischio che le transazioni risultassero "tracciabili". 

Grazie alle numerose segnalazioni di intermediari finanziari, gli operatori del Nucleo Speciale sono riusciti ad individuare i movimenti anomali di somme di denaro all'interno dei conti bancari degli appartenenti all'organizzazione. Uno dei casi più eclatanti è stato quello di un soggetto che, pur risultando nullatenente e disoccupato, aveva assistito, in un periodo di 6 mesi, al passaggio di quasi 5 milioni di euro all'interno del proprio conto corrente. 

L'autorità giudiziaria di Roma ha emesso, nei confronti dei capi dell'organizzazione e dei membri più stretti, una misura di sequestro preventivo equivalente a 20 milioni di euro, risultato dalla mancata dichiarazione di Iva, dell'emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclo e auto-riciclo di denaro sporco, insieme al sequestro di 12 società cartiere e di un sito internet. 

A 21 persone fisiche invece, risultanti clienti dell'organizzazione, sono state applicate misure cautelari di interdizione per quanto riguarda le proprie attività professionali e d'impresa. I finanzieri si stanno anche operando sul blocco dei conti correnti e degli altri rapporti finanziari riconducibili agli indagati, compresi depositi titoli e cassette di sicurezza, e su numerose perquisizioni locali con lo scopo di poter reperire denaro contante, titoli al portatore e altri valori. 

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