20:11 07 Dicembre 2019
L'autoveicolo della Guardia di Finanza italiana

Dichiaravano falsi titoli per un posto di bidello: denunciate 16 persone ad Arezzo

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Italia
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La Guardia di Finanza di Arezzo ha scoperto, attraverso un'indagine, una serie di curriculum "truccati", usati per poter ottenere il posto di bidello o di segretario all'interno delle scuole.

Diplomi mai conseguiti, autodichiarazioni scorrette e curriculum "ad arte": queste le tecniche che venivano utilizzate per ottenere il posto di bidello o segretario e scavalcare chi avevano avanti in graduatoria. 

La Guardia di Finanza di Arezzo ha aperto, dall'inizio dell'anno, un'indagine all'interno delle liste del personale scolastico A.T.A.di III fascia, che comprende collaboratori scolastici e personale amministrativo e tecnico della scuola, detti anche bidelli e segretari.

L'analisi, avviata dopo aver notato un notevole aumento nell'accettazione di domande di persone provenienti da altre aree geografiche (principalmente dal Sud), si è concentrata sul ricercare e ricreare l'intera carriera scolastica dei suddetti candidati, scoprendo che in due casi su tre le autodichiarazioni effettuate dai richiedenti erano state falsificate e i titoli molto spesso risultavano mai conseguiti.

Attraverso un'analisi specifica si è potuto notare che i suddetti titoli, i quali insieme alle autodichiarazioni permettono di ottenere alti punteggi in graduatoria, risultavano troppo "perfetti": diplomi conseguiti con i massimi voti e esperienze lavorative effettuate in improbabili scuole paritarie. 

Le principali irregolarità riscontrate all'interno dei curriculum riguardano le varie e numerose esperienze effettuate in diverse scuole, dove la Guardia di Finanza, tramite un controllo incrociato con l'INPS, ha scoperto l'assenza di contribuzioni e di un effettivo rapporto di lavoro. 

Al termine delle indagini, la Guardia di Finanza aretina ha denunciato all’autorità giudiziaria, complessivamente, 16 persone, per reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e di falso in atto pubblico, quantificando un danno di oltre 100 mila euro, determinato in base alle retribuzioni illecite percepite dalle persone denunciate.

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