05:47 13 Dicembre 2019
	 Robert Sullivan UK F-35B Lightning II

L’Italia comprerà gli F-35 americani: “bisogno oggettivo non rinviabile”

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L'Italia comprerà gli F-35 promessi agli Stati Uniti nel 1998. Il ministro della Difesa Guerini si giustifica affermando che c'è un bisogno oggettivo non rinviabile.

Torna in scena la vicenda dei caccia bombardieri americani F-35 in Italia, ma questa volta sembra proprio che non si possa fare a meno di comprarli, con buona pace del Movimento 5 stelle che di acquisto di nuove armi e di missioni di peace keeping non vuole proprio sentirne parlare.

Tuttavia “rinnovare la nostra flotta aerea è un bisogno oggettivo e non rinviabile”, afferma il ministro della Difesa Lorenzo Guerini (Pd) intervistato dal Corriere della Sera. Il dibattito interno ai 5 stelle è rispettabile dice il neo ministro ma “ho la responsabilità di assicurare efficacia ed efficienza dello strumento militare con numeri – in termini di uomini e mezzi – che soddisfino l’esigenza operativa”.

Quindi l’Italia ha una necessità oggettiva di acquistare i nuovi caccia F-35, se si vuole garantire al Paese la sicurezza degli spazi aerei.

Le promesse del presidente del Consiglio Conte a Pompeo

E poi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva dato rassicurazioni al segretario di Stato Mike Pompeo durante la sua recente visita in Italia. L’Italia continuerà ad acquistare gli F-35.

Ci sono poi varie motivazioni che fanno comprendere come l’Italia non possa fare a meno degli F-35. In primis l’affare è entrato a far parte della trattativa USA – Italia sui dazi ai prodotti italiani importati negli Stati Uniti e poi è nella trattativa sul 5G.

Acquisto dei caccia F-35 da parte dell’Italia, una storia lunga 20 anni

Nel 1998 l’allora governo Prodi siglò un accordo con gli Usa per l’acquisto di tre lotti di caccia F-35. Sul totale l’Italia si impegnava per un ordine di 131 velivoli da guerra. Nel 2012 l’ordine fu ridotto a 90: 30 nella versione B a decollo corto e atterraggio verticale, da assegnare alla Marina e all’Aeronautica; 60 caccia F-35 nella versione A a decollo e atterraggio convenzionale.

Totale dell’ordine 14 miliardi di euro.

Il M5s ha sempre avversato l’acquisto di questi velivoli, lo aveva inserito nel suo programma elettorale. Salvo poi, una volta giunti al governo, essersi resi conto che il contratto non poteva essere stralciato pena il pagamento di penali altissime per i conti pubblici e per gli italiani.

Ma c’è anche un altro fatto, noto a quanti hanno seguito la vicenda in questi anni. Le ali dell’F-35 vengono prodotte in Italia nello stabilimento di Cameri (NO). Non solo, all’Italia è affidato l’assemblaggio degli F-35 americani destinati al mercato europeo.

In buona sostanza, dire di no all’acquisto di questi velivoli significa fare un doppio danno al sistema Paese. Uno perché in parte li produciamo e li assembliamo in Italia, dando lavoro a manodopera altamente qualificata che altrimenti andrebbe a lavorare all’estero; due perché i caccia in dotazione all’Aeronautica militare italiana hanno abbondantemente superato i 40 anni di vita.

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Tags:
Lockheed Martin F-35A, F-35, caccia
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