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09:30 15 Ottobre 2019

Corte di Strasburgo condanna l’Italia: la Legge sull’ergastolo ostativo va riformata

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Italia condannata dalla Corte di Strasburgo a riformare l'ergastolo ostativo, perché viola l'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani. Le dure reazioni dall'Italia.

La Corte di giustizia di Strasburgo rigetta il ricorso dell’Italia e conferma la sentenza dello scorso 13 giugno, l’Italia dovrà riformare la legge sull’ergastolo ostativo introdotta nell’agosto del 1992 a seguito delle stragi che uccisero i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e le relative scorte che li accompagnavano.

La Corte di giustizia europea stabilisce che un carcere a vita senza benefici, permessi d’uscita e sconti di pena a chi decide di non collaborare con la giustizia, viola l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, e cioè che “nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”.

Ergastolo ostativo. Accolto il ricorso di Marcello Viola

Con questa sentenza la Corte, che non fa parte dell’Unione Europea ma del Consiglio d’Europa, dà ragione a Marcello Viola, ergastolano che sconta una pena a vita per aver commesso omicidi, sequestri e detenuto armi, elemento attivo negli anni ‘90 nella lotta tra cosche mafiose.

La sentenza, è bene notare, non impone all’Italia di liberare Viola, ma di riformare la legge sull’ergastolo ostativo in modo che anche il condannato che decide di non collaborare con la giustizia possa avere diritto alla revisione del processo e a permessi di uscita.

La mancata collaborazione non è indice di contiguità mafiosa

Secondo la Corte di Strasburgo, il fatto che il condannato decida di non collaborare con la giustizia, non indica strettamente che egli non si sia pentito o che mantenga ancora i contatti con l’organizzazione criminale.

Egli potrebbe aver scelto di non collaborare anche perché si sente minacciato o perché teme per la vita dei suoi cari. Quindi, la decisione se collaborare o meno con la giustizia non è totalmente libera, questa l’interpretazione della Corte che si oppone all’interpretazione del Legislatore italiano.

Le reazioni sconfortate in Italia

Numerose e di rilievo le reazioni in Italia. Il ministro della Giustizia italiano, Alfonso Bonafede, non condivide la decisione e annuncia che l’Italia continuerà a combattere.

Il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, spiega che così si mette a rischio il regime del 41bis, con cui si vieta in modo assoluto al condannato di comunicare con l’esterno, costringendolo a un regime di sorveglianza assoluto.

Duro anche il commento di Nino Di Matteo, pubblico ministero della Direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo, che dice: “queste erano le aspettative degli stragisti”.

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Tags:
carcere a vita, ergastolo, Corte di Strasburgo
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