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08:37 13 Novembre 2019
Camera dei deputati, Palazzo Montecitorio

Senatore De Falco paragona taglio dei parlamentari con fascismo

© Foto: Presidenza della Repubblica
Italia
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Il senatore Gregorio De Falco, espulso del Movimento Cinque Stelle per aver votato contro la linea del gruppo su alcuni provvedimenti del primo governo Conte, ha criticato duramente per ironia della sorte uno dei cavalli di battaglia dei pentastellati.

Gregorio De Falco, diventato famoso per la telefonata con il comandante Francesco Schettino subito dopo l'incidente della nave da crociera Costa Concordia nelle acque dell'Isola del Giglio, è intervenuto con un post su Facebook dal titolo "La demagogia e l'incoscienza" per commentare il provvedimento in fase d'approvazione definitiva del taglio dei parlamentari, fortemente voluto dal Movimento Cinque Stelle, a cui il senatore deve l'elezione ma da cui è stato espulso per "reiterate violazioni del codice etico del M5S".

De Falco rileva che la riforma, giustificata come fonte di risparmio, in realtà genera un taglio delle spese piccolo pari al 10%, dato che le spese di mantenimento del Parlamento sono per il 60% costi fissi.

"Il taglio dei parlamentari riduce, di certo, la rappresentanza del corpo elettorale del 30%, mentre i costi sarebbero diminuiti - forse - del 10%," scrive il senatore.

De Falco vede nella riforma un'offesa alla democrazia pensata dai costituenti e un atto di demagogia.

"I Costituenti, oggi che la demagogia sta prevalendo sulla politica, sono stati ancora una volta offesi. Si tratta, infatti, di una riforma azzardata in cui non si è pensato di tutelare prima il cuore della democrazia, che è costituito dalla rappresentanza e dal sistema dinamico (e delicato) di pesi e contrappesi senza i quali la riforma produrrà dei mostri incostituzionali."

Infine l'affondo più pesante, con il paragone del taglio dei parlamentari con il fascismo.

"La fretta di mettere una bandierina su questo bel risultato, molto simile a quello che ottenne il fascismo quando abolì la Camera dei Deputati e creò la Camera dei fasci e delle corporazioni, i cui membri (detti 'Consiglieri'), erano nominati da Mussolini, non consente neppure di adottare gli accorgimenti ritenuti necessari dai gruppi parlamentari che sostengono la riforma, sia nei regolamenti parlamentari, sia nella rimodulazione delle circoscrizioni elettorali, sia nella proporzionale riduzione del numero dei delegati regionali che concorrono all'elezione del Capo dello Stato", ha scritto De Falco. 

Cosa cambia con il taglio dei parlamentari

Il ddl che sarà discusso ad ottobre modificherebbe gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione italiana, prevedendo la riduzione del numero delle poltrone da 630 a 400 alla Camera e da 315 a 200 al Senato.

Esso non avrebbe impatto sull'attuale parlamento, divenendo effettivo a partire dalle prossime elezioni politiche, attualmente previste per il 2023.

A luglio il decreto era già stato approvato in prima lettura sia dalla Camera e che dal Senato, ma non si era arrivati alla ratificazione definitiva per via della crisi di governo agostana.

Tags:
fascismo, governo, Camera, Parlamento, Italia
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