16:41 22 Novembre 2019
Luigi Di Maio

Governo, ira Di Maio: basta annunci, prima i fatti

© AP Photo / Andrew Medichini
Italia
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Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio interviene sulla polemica di Renzi, invitando gli esponenti della coalizione di maggioranza a "fare i fatti" e non "gli annunci". Il vice-segretario del PD, Andrea Orlando: ultimatum della Leopolda non meglio di quello del Papeete.

Durante una intervista a Terni, Di Maio ha ripreso le dichiarazioni di alcuni esponenti di maggioranza, rilasciate alla stampa negli ultimi giorni."Io stamattina, come tante altre giornate, ho aperto i giornali e ho letto troppi annunci" ha dichiarato il capo politico del M5S, riferendosi alle polemiche di Matteo Renzi e alle dichiarazioni del ministro della Sanità Roberto Speranza, secondo cui andrebbe abolito il superticket.

"Non possiamo pensare che i cittadini vengano bombardati ogni giorno di interviste in cui si rincorrono gli annunci e si fa a chi annuncia di più. Facciamo e poi diciamo. Facciamo le cose e poi le dichiariamo pubblicamente".

E poi ha precisato: "Stiamo lavorando alla legge di bilancio. Scriviamola. Diamo ai cittadini i soldi che meritano, tagliamo ai cittadini le tasse che meritano e poi dopo fate tutte le interviste che volete". 

Orlando: "No a Ultimatum"

Anche il vice segretario del PD, Andrea Orlando, ha definito inaccettabili le critiche di Renzi rivolte all'operato della coalizione di governo di cui fa parte, da cui era generata una dura polemica con il premier Conte

"Non è che se un ultimatum lo lanci dal Papeete è peggio che se lo lanci dalla Leopolda: non vanno lanciati, sennò si sfascia tutto", ha detto Orlando. "Chi mette in discussione la tenuta di questo governo, mette in discussione la tenuta della democrazia liberale del Paese. Non si fanno ultimatum, non si fanno interviste a distanza, non si dice 'devi fare questo, altrimenti...'. Altrimenti cosa?"".

E infine: "Io non so che cosa abbiano fatto di male i lavoratori dipendenti italiani agli esponenti di Italia viva. Traumi infantili, un operaio che ti ha schiacciato un piede quando eri piccolo, non so. Ma la pervicacia con la quale si insiste nell'eliminare una misura, giustamente si è detto, non ancora all'altezza delle aspettative, ma che comunque offre un segnale, è veramente sospetta e incredibile", relativamente al taglio del cuneo fiscale previsto in finanziaria, che dovrebbe apportare un lieve incremento mensile delle buste paga. 

Malumori nel M5S

I guai per Di Maio sembrano non finire. La promessa di acquisto fatta dal premier Conte dell'acquisto di 90 caccia americani F35, per un valore di quasi 14 miliardi di euro, durante l'incontro con Mike Pompeo, ha creato non poco malcontento tra i pentastellati. Il M5S da sempre si era detto contrario all'acquisto di caccia.

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Governo, Luigi Di Maio, Italia
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