12:31 21 Novembre 2019
Parmigiano

Guerra al parmigiano: i formaggi fake degli USA alla conquista dei mercati europei

© Sputnik . Ekaterina Chesnokova
Italia
URL abbreviato
5218
Seguici su

I produttori statunitensi hanno chiesto di poter vendere le imitazioni dei formaggi DOP in Europa. Il ministro Bellanova: "Non succederà mai". Bertinelli: adesso è chiaro il vero obiettivo della guerra al parmigiano.

I produttori della Milk Producers Federation, l'associazione di produttori che fornisce i 2/3 del latte negli USA, ha chiesto di poter vendere le imitazioni dei formaggi DOP in Europa. 

Nel documento i produttori statunitensi, accusano gli europei di "pratiche sleali" e "abuso dell'Ue di indicazioni geografiche per limitare la concorrenza". Non si è fatta attendere la risposta del ministro Bellanova, che ha definito "cibo spazzatura" le imitazioni dei nostri formaggi di "alta qualità". 

"Le parole sui dazi dei produttori americani di formaggi sono gravissime, l'Ue deve stigmatizzare. Giù le mani dai nostri nomi, basta con i furti di identità. Le parole sui dazi dell'associazione americana dei produttori di formaggi sono gravissime. I produttori americani vogliono ribaltare la realtà, vogliono far passare per nomi comuni le nostre denominazioni per poi venderle anche in Europa. Se il loro progetto è vendere il Parmesan o la finta mozzarella in Europa, dobbiamo dire chiaro che non succederà mai!

La risposta del Consorzio Parmigiano Reggiano

Distruggere la qualità e inondare il mercato europeo di imitazioni, parmigiani taroccati, grana padano fake, per incrementare l'export dell'agroalimentare statunitense: questo è l'obiettivo della guerra dei dazi ai prodotti dop italiani. A dirlo è il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli, commentando il documento dei produttori USA. 

"Gli Stati Uniti calano la maschera e dichiarano quali siano i veri obiettivi dei dazi che vanno a colpire solo alcuni tra i prodotti dell'agroalimentare italiano di qualità". Il documento, continua Bertinelli "rende esplicita la volontà del Governo americano di fare guerra alle indicazioni Geografiche Europee. Finalmente è chiaro per quale motivo nell'elenco dei prodotti soggetti a dazio aggiuntivo del 25% ci siano solo determinate indicazioni geografiche italiane, come il Parmigiano Reggiano. I dazi non sono altro che una ripicca perché l'Europa tutela le Dop registrate: i formaggi americani (come il Parmesan, ma anche l'Asiago o il Gorgonzola, la Fontina made in USA ) non possono pertanto entrare all'interno dell'Unione Europea".

Il presidente del consorzio continua, insistendo sulla necessità di proteggere i consumatori, che tratti in inganno da nomi simili, comprano prodotti di scarsa qualità, convinti di consumare un prodotto DOP. 

"Le pretese del governo americano  sono assurde: noi non permetteremo mai agli americani di vendere in Italia il Parmesan, e questo vale per noi, così come per tutti gli altri consorzi di tutela delle indicazioni geografiche italiane. Noi dobbiamo difendere i nostri prodotti perché li sappiamo fare solo noi e perché sono espressione del territorio e della cultura del nostro Paese. La politica italiana e europea deve essere a fianco dei Consorzi perché nel mondo noi dobbiamo affrontare costosissime cause legali affinché i nomi delle indicazioni geografiche siano utilizzati solo per gli autentici prodotti italiani. Sul mercato non ci devono più essere un Parmesan made in Wisconsin, un Asiago o un Gorgonzola americani. I 'tarocchi' che vengono prodotti altrove e che usano un nome che evoca il prodotto originale italiano hanno come effetto quello di trarre in inganno il consumatore".

 

Tags:
Guerra dei dazi, USA, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik