16:42 22 Novembre 2019
Il palazzo della questura di Trieste

Trieste, parla la madre dell'assassino: "Chiedo perdono"

© flickr.com/ Fred Romero
Italia
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Betania, la madre dell'assassino, aveva segnalato più volte ai servizi sociali la condizione di disturbo psicologico del figlio, che intanto si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Sentiva le voci. Pensava di essere perseguitato. Diceva che qualcuno voleva ammazzarlo. "Cercavo di calmarlo dicendogli di stare tranquillo, di dormire e che sarebbe passato. E mi diceva: ‘Mamma non senti la voce? Non lo vedi? Mi vuole uccidere'".La madre di Alejandro Stephan Augusto Betan racconta così la condizione paranoica in cui viveva il figlio.

I disturbi erano iniziati in Germania, dove era in cura, spiega la donna che ora chiede perdono alle famiglie degli agenti e a Dio. "Mi dispiace tanto, non so come chiedere perdono a queste famiglie" ha detto la donna in lacrime ad una trasmissione radio. "Prego Dio che dia loro pace e che un giorno possano perdonare".

Tre famiglie distrutte

"Mi dispiace per quello che ha fatto mio figlio - ha aggiunto - cosa si può dire ad un padre che perde un figlio o a un figlio che perde il padre? Tre famiglie distrutte: non ho parole perché nessuna parola può confortare un genitore quando perde un figlio".

"Matteo era un ragazzo straordinario, premuroso...un pezzo di pane". A parlare la fidanzata di Domenego "Volevamo sposarci, avere un figlio, costruire una famiglia". Amava il suo lavoro, dice, ma raccontava che a volte era molto rischioso. 

La ricostruzione del delitto

Emergono intanto, dopo gli interrogatori e le perizie, nuovi dettagli sulle dinamiche della sparatoria. Meran, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, era stato condotto in questura assieme al fratello Carlysle, per il furto di uno scooter. Arrivato in ufficio aveva chiesto di poter andare in bagno. Si avvia assieme all'agente Luigi Rotta, 34 anni, che lo accompagna. Meran sfila la pistola di ordinanza all'agente, custodita in una fondina vecchio modello, non dotate di correggiolo, e spara colpendo almeno due volte Rotta, al torace e all'addome. 

Meran armato, si avvia verso l'uscita dove si trova davanti all'agente scelto Matteo de Menego, 31 anni. Spara tre colpi alla clavicola sinistra, al fianco sinistro e alla schiena. Quando l'agente è a terra, sfila anche la sua pistola e si dirige verso l'atrio della caserma. Qui ingaggia un terzo conflitto a fuoco con un agente del corpo di guardia, che lo ferisce all'inguine in maniera non grave. Meran riesce comunque a raggiungere la per strada, dove viene bloccato e arrestato dagli uomini della squadra mobile. Il fratello, che si era barricato in ufficio, tenta la fuga ma viene a sua volta fermato. 

Il cordoglio di Mattarella

Alla cerimonia per i 180 anni della Ferrovia Napoli- Portici, il presidente della Repubblica, dopo un lungo applauso in omaggio ai due agenti uccisi, ha espresso il suo sentimento di cordoglio. 

 "Questo applauso di affetto, riconoscenza e dolore esprime il sentimento del Paese. La nostra vita procede e si sviluppa attraverso l'azione quotidiana di tante persone sconosciute, servitori dello Stato, della nostra comunità, come i due agenti assassinati a Trieste".

Tags:
Polizia, Trieste, Italia
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