19:54 07 Dicembre 2019

Tensioni nel Governo, Conte a Renzi: non abbiamo bisogno di fenomeni

© AP Photo / Francisco Seco
Italia
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Botta e risposta tra Conte e Renzi, dopo la pubblicazione della lettera al Corriere, in cui l'ex dem accusa il governo di giocare al gioco delle tre carte. Conte: non abbiamo bisogno di fenomeni da TV. La riposta di Renzi: ho scelto la politica, non il populismo.

Il premier Conte perde la pazienza. "Io non sto mai sereno", risponde ai cronisti che ieri, ad Assisi, gli hanno chiesto di Matteo Renzi. "So di dover rispondere a 61 milioni di cittadini che hanno urgenza, come posso stare sereno? Il governo non potrà mai fermarsi, bisogna procedere con la massima determinazione".

Così commenta la lettera di Renzi pubblicata dal Corriere. "Abbiamo valutato varie proposte alternative e tutti insieme - spiega, riferendosi alla rimodulazione dell’Iva - non c'è stato un solo partito o il presidente che abbia detto ‘facciamo questo’, tant'è vero che non abbiamo ancora il dettaglio delle misure da adottare". "Ci stiamo lavorando, il Mef, che sento tutti i giorni, e la Ragioneria dello Stato stanno lavorando su scenari che cambiano continuamente. Quindi, in questo momento cercare di immobilizzare una delle proposte fatte tra tante, e cercare di rappresentare agli italiani che è stata presa una decisione, sulla quale poi si è tornati indietro, è pura mistificazione della realtà. Bisogna stare attenti, con gli italiani non si scherza. Bisognerebbe - dice - che tutti i politici lo avessero imparato".

Un lavoro collegiale, a cui partecipano tutte le forze che compongono la maggioranza di governo, da cui Renzi cerca di defilarsi per acquisire visibilità, lascia intendere il premier. "Tutti devono partecipare con massimo impegno ai tavoli, non abbiamo bisogno di fenomeni", dice. E' scorretto, sottolinea, cercare di arrogarsi il merito di una misura. "Non riconosco primati a nessuno, quando ci si siede ai tavoli vale la forza delle argomentazioni e non i giudizi che si sparano in Tv"

E poi conclude con un affondo sull'espressione "pannicelli caldi", con cui il leader di Italia viva ha definito i lavoratori, che non è andata affatto giù al premier. "Io non parlerei di pannicello caldo, stiamo parlando di lavoratori che hanno bisogno di acquistare potere d'acquisto, per cui non voglio preventivare in cosa si tradurrà e quale cifra finale. Però se per Renzi, che ha uno stipendio consistente, 20-30-40 euro al mese sono pochi... per carità, lui ha dato in passato molto di più, ha utilizzato le risorse pubbliche ampiamente" e ha aggiunto "Rispettiamo i lavoratori". Infine
"la manovra non è ancora definitiva, non abbiamo ancora i dettagli e cercare di rappresentare agli italiani che le decisioni sono prese è una mistificazione della realtà, con gli italiani non si scherza".

La risposta di Renzi

L'ex premier ha risposto con un tweet alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio. "Leggo dichiarazioni polemiche e vedo commenti a senso unico nei talk show. Rispetto tutte e tutti. Mi limito a una considerazione: io stamani non ho fatto il fenomeno. Il mio obiettivo non è giocare a fare il simpatico ma dare una mano al mio Paese: ci pagano per questo. Ho scritto in un articolo sul Corriere dei numeri. Dei dati. Delle proposte. Chi vuole rispondermi può farlo sulla base dei numeri, se crede. O delle idee. Il populista gioca ad apparire simpatico, il politico prova a risolvere i problemi. Io ho scelto la politica e non il populismo"

La lettera al Corriere

Renzi ha rivendicato il proprio operato come premier, unico, a suo dire, ad aver abbassato realmente il cuneo fiscale e aiutato i lavoratori, con le 80 euro in busta paga. 
"Tutti possono permettersi di dire che va abbassato il cuneo fiscale. - ha scritto l'ex dem - Ma pochi, pochissimi, possono dire di averlo fatto davvero. Perché con le parole sono bravi tutti, ma quando si tratta di passare ai fatti le cose cambiano. Il governo che ho avuto l’onore di presiedere costituisce una felice eccezione".
La priorità, scrive Renzi, è il pacchetto da 36 miliardi di investimenti pubblici da sbloccare e usare per le spese di beni e servizi e una riduzione significativa del cuneo fiscale, "degna di questo nome. Non gli spiccioli proposti quest’anno".
Bisogna anche approfittare dei bassi tassi di interesse delle BCE per rimodulare il debito pubblico e sottrarre il Paese dal peso di interessi troppo alti e rischio spread. L'Italia ha bisogno, continua, di "una pax romana che metta in sicurezza un Paese" dal debito. 
"Questi temi non vanno di moda e tutti giocano a chi la spara più grossa, - spiega - ma la vera rivoluzione è spendere meno in beni e servizi, è rimodulare il debito, è abbassare davvero le tasse. Noi che lo abbiamo fatto in passato siamo pronti a dare il nostro contributo". E conclude: "ci vuole la politica. Non gli slogan o i giochi delle tre carte". 
Tags:
governo, Italia Viva, Matteo Renzi, Giuseppe Conte, Italia
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