20:09 07 Dicembre 2019
Il palazzo della questura di Trieste

Sparatoria a Trieste, la dinamica del duplice omicidio - I testimoni: "Sembrava Beirut"

© flickr.com / Fred Romero
Italia
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Erano stati i due fratelli a chiamare gli agenti per costituirsi, poi l'aggressione, con uno dei due che sfila la pistola di un agente e inizia a sparare. La rabbia del giorno dopo e la polemica sulle fondine in dotazione degli agenti, prive di sicura. Una tragedia che si sarebbe potuta evitare.

"I poliziotti devono rendersi conto che siamo in guerra, c’è questa gentaglia in giro e dobbiamo aumentare le risorse a disposizione", queste le dichiarazioni a caldo di Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste, mentre proclamava il lutto cittadino per il duplice omicidio degli agenti di polizia, in seguito alla sparatoria avvenuta ieri pomeriggio in questura. La prima volta che proclama un lutto cittadino, sottolinea il sindaco, che aggiunge:

"Io mi trovavo davanti al luogo in cui stava scappando lo sparatore, all'esterno della questura. Poi mi sono allontanato per evitare di dare l'impressione di approfittare del mio ruolo per stare sulla scena del crimine".

Erano stati i due fratelli, Alejandro e Carlysle Stephan, immigrati regolari di origine dominicana, ad chiamare in Questura nel primo pomeriggio di ieri. Così riferisce il procuratore Mastelloni dopo i primi interrogatori di ieri sera che permettono la ricostruzione dell'intera vicenda. Alejandro, l'autore della sparatoria, avrebbe disturbi mentali e un passato problematico, con alcuni precedenti in Germania, il paese in cui viveva prima di trasferirsi in Italia. 

Alejandro, nella mattinata di ieri, aveva rubato uno scooter ma, rendendosi conto di essere ricercato dalla polizia, aveva chiesto consiglio al fratello, che gli avrebbe suggerito di costituirsi e chiamato la polizia. 

Entrambi sarebbero stati portati in questura. Lì, durante le procedure di identificazione, Alejandro ha chiesto di andare in bagno. Allontanandosi, è riuscito a sfilare la pistola a uno dei due agenti che lo accompagnava e ha sparato un primo colpo. Poi ha sparato al secondo agente. Così sono morti l'agente scelto Matteo Domenego, 31 anni di Velletri, e Pierluigi Rotta, napoletano di 34 anni.

Il domicano, con l'arma in mano, si è diretto verso il corridoio sparando un terzo colpo contro un piantone. Lì sono intervenuti gli altri agenti, ferendo l'aggressore. Intanto il fratello, secondo quanto emerge dagli interrogatori, "vagava sotto stato di schock" nella caserma e si era rifugiato nei sotterranei della caserma. In seguito è stato individuato e fermato. Secondo le prime indagini, l'assenza di segnali di pericolosità non ha messo in allerta i due agenti, che sono stati colti di sorpresa. 

L'audio schock

I due agenti erano ancora vivi quando sono arrivati i soccorsi. E' un agente a dare la notizia drammatica ai colleghi, attraverso un messaggio vocale su Whatsapp.

"Ho parlato adesso con i colleghi della Mobile. Hanno smesso di fare il massaggio cardiaco ai due colleghi in atrio, hanno smesso perché... perché son morti tutti e due. Agente scelto e agente. Non superavano i 30 anni, a quanto ricordo. Li conosciamo tutti, sono le ultime notizie, non so, boh".

Le fondine vecchie

Le fondine dei due agenti erano dei vecchi modelli, di cartone pressato, senza la cinghia che assicura l'arma dentro la propria custodia. Per questa ragione il dominicano avrebbe potuto sfilare l'arma d'ordinanza e aggredire il poliziotto. 

Le nuove fondine in dotazione alla Polizia di Stato sono dotate di correggiolo, cinghia di sicurezza estensibile che assicura la pistola al cinturone. Dalle prime indagini sembrerebbe che agli agenti non erano state consegnate le nuove custodie. 

La paura e la rabbia

Sgomento fra gli agenti della polizia che hanno assistito alla sparatoria. "Un domenicano alto quasi due metri - afferma un poliziotto presente in questura durante gli accadimenti-  un energumeno, portato nell'ufficio Prevenzione Generale Soccorso Pubblico della Questura, dove portano gli arrestati, ha chiesto di andare al bagno. E' stato accompagnato, quando è uscito era una furia, ha aggredito i colleghi, ne ha disarmato uno e ha sparato all'impazzata in direzione di entrambi". 

"E' stato tipo Beirut, non so quanti colpi sono stati esplosi, una infinità. Sembrava di stare a Capodanno con i mortaretti. La cosa più brutta è stata non poter fare niente, quell'uomo sparava a vista", ha testimoniato una poliziotta. 

"E' accaduto tutto alle 16.54, ho sentito sei spari e mi sono chiusa dentro il negozio. Poi i poliziotti urlavano 'mani in alto e faccia a terra' e ho sentito altri spari. Ho aspettato dieci minuti e mi sono affacciata: ho visto una persona a terra - racconta ancora la donna - con una pistola accanto e tre poliziotti che entravano di corsa in questura alla ricerca di un altro uomo. Ferma in mezzo alla strada un'auto aperta. Poi siamo dovuti rientrare, mentre sul posto sono arrivate tre ambulanze". Questa la testimonianza della titolare di un'erboristeria poco distante dal luogo degli avvenimenti. 

I commenti delle istituzioni

"La morte dei due agenti di Polizia uccisi nella sparatoria davanti alla Questura di Trieste suscita grande dolore. Questa tragedia ferisce lo Stato. A nome mio e del Governo esprimo la commossa vicinanza ai familiari delle vittime e a tutto il corpo della @poliziadistato", così ha commentato la tragedia il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Twitter.

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha manifestato il suo cordoglio, in un telegramma, al capo della Polizia Gabrielli e a tutta la Polizia di Stato, esprimendo il "profondo dolore per la morte dell’agente scelto Matteo Demenego e dell’agente Pierluigi Rotta, uccisi questo pomeriggio durante l’espletamento del servizio a Trieste". Alle famiglie degli agenti ha inviato "i sentimenti di commossa e sentita partecipazione al loro dolore", rivolgendo anche "un augurio di pronta guarigione all’assistente capo coordinatore Cristiano Resmini rimasto ferito". Infine ha espresso il suo "vivo ringraziamento alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, per l’impegno straordinario e la professionalità messi in campo quotidianamente a tutela della sicurezza di tutti".

"La mia vicinanza e quella di tutto il governo alle famiglie dei due agenti di Polizia che oggi a Trieste hanno perso la vita mentre svolgevano con coraggio il loro lavoro. Chi colpisce un uomo delle Forze dell’ordine, colpisce lo Stato e colpisce ognuno di noi" ha scritto Luigi di Maio in un tweet. 

​Dura la reazione di Salvini che, sempre sui social, ha chiesto "nessuna pietà per gli assassini". "L'infame assassino dei due poliziotti della Questura di Trieste (anche se molti giornali e telegiornali non lo dicono) è uno straniero con 'disagio psichico'. Che a nessuno venga in mente che questa sia un'attenuante! Quanta rabbia! Una preghiera e un pensiero per questi due ragazzi, Pierluigi e Matteo, un abbraccio commosso alle loro famiglie e a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato. Non si può morire così".

L'omaggio all'altare della Patria

Ieri sera, in serata, decine di auto della polizia si sono radunate davanti all'altare della Patria per rendere omaggio ai due colleghi uccisi. 

Tags:
Polizia, Trieste, Italia
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