12:29 21 Novembre 2019
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Trovato accordo per i rider: no al cottimo, sì al lavoro subordinato

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Più diritti e maggiori tutele anche per i rider: stesse garanzie dei subordinati per fattorini a tempo pieno e tutele per occasionali, questa la decisione della maggioranza in Senato. La comunicazione è arrivata direttamente dalla neo ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.

L'intesa è stata raggiunta ieri in Senato e a comunicarlo è stata proprio la neo ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. L'emendamento, che verrà presentato nel cosiddetto Decreto Crisi al Senato (Dl 101/2019), ha come principali punti di intervento maggiori tutele per i ciclo-fattorini impiegati in maniera continuativa, i quali avranno i diritti dei lavoratori subordinati, mentre per coloro che svolgono il lavoro in forma occasionale ci sarà un pacchetto minimo di diritti inderogabili, tra cui divieto di cottimo e paga minima oraria collegata ai Contratti nazionali di riferimento.

"Il principale obiettivo di questo intervento è stimolare la contrattazione collettiva che avrà il compito di regolare in concreto la figura dei rider" afferma la ministra del Lavoro. Commenta poi Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva a Palazzo Madama, spiegando che "imprese e sindacati hanno 12 mesi di tempo per accordarsi su garanzie economiche e altre tutele, come malattia, infortuni e previdenza. L’obiettivo è spingere le parti ad accordarsi su quello che sarebbe un nuovo format diverso dal co.co.co, una tipologia distinta, ma che allo stesso tempo preserva l’impostazione di lavoro autonomo".

"È certamente un passo avanti rispetto al vecchio Dl e apprezziamo la volontà del ministro Catalfo di riprendere in mano un dossier che sembrava chiuso. Resta da capire, e su questo siamo ben più scettici di prima, se poi il pacchetto di misure sarà efficace e se davvero sarà in grado di estendere diritti e tutele", commentano i Riders Union Bologna.

La notizia non ha invece soddisfatto però il fronte sindacale dei ciclo-fattorini. "Siamo passati dalla padella alla brace, l'emendamento è insensato e pericoloso, perché obbliga le piattaforme a trovare un accordo coi sindacati tradizionali ma i rider iscritti ai sindacati si contano sulle dita di una mano e il motivo è semplice: siamo lavoratori autonomi e quello che propongono i sindacati è lontano anni luce da quello che interessa a noi", queste le parole di Nicolò Montesi, portavoce del gruppo di 800 rider che, nei giorni scorsi, aveva firmato una petizione contro la prima versione del decreto.

Non capiamo perché il governo dia potere di trattare con le piattaforme a sindacati che non rappresentano nessuno e non invece a noi stessi. Come sempre, purtroppo, gli unici a non avere voce in capitolo in questa assurda vicenda siamo proprio noi rider. Chiediamo un incontro urgente per arrivare a una soluzione condivisa: il decreto potrebbe essere corretto dando a reali rappresentanti dei rider il potere di trattare a livello aziendale con ciascuna piattaforma, indipendentemente se parte di sindacati tradizionali oppure no. Speriamo in un po' di buonsenso e di ascolto da parte del governo, per una volta", conclude Montesi.

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