02:57 20 Novembre 2019
Autoveicolo della Guardia di Finanza

Fatture fantasma sulle batterie delle auto, scoperta a Napoli evasione da 5 milioni di euro

CC BY 2.0 / Chris Sampson / GUARDIA DI FINANZA 250712 CPS
Italia
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Nella mattinata odierna la Guardia di Finanza di Napoli ha portato a termine un'operazione anti evasione fiscale che ha portato all'arresto di 7 persone e a sequestri per oltre 1.5 milioni di euro.

Questa mattina il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, ed in particolare il I Gruppo Napoli, ha reso effettive sette misure cautelari nei confronti di altrettante persone, indagate per evasione fiscale per un "corrispettivo complessivo accertato pari ad oltre 5 milioni di euro".

Le forze dell'ordine hanno inoltre disposto il sequestro preventivo per equivalente nei confronti di 20 persone fisiche e 17 persone giuridiche, di disponibilità bancarie, beni mobili ed immobili e quote societarie per la somma complessiva di 1.527.308, ossia pari al profitto dei reati commessi.

Secondo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza, le persone arrestate si sono rese responsabili "di numerosi reati fiscali, quali dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti".

Come funzionava la "frode carosello"

Gli indagati, 6 uomini e una donna, della "frode carosello", come è stata denominata dalle Fiamme Gialle, operavano prevalentemente nel settore della compravendita di batterie per veicoli ed erano riusciti a creare "un vorticoso giro di fatture per operazioni inesistenti", reso possibile attraverso "il coinvolgimento di società 'cartiere' operanti nei più diversi settori merceologici", che poi risultavano legalmente amministrate da alcuni prestanome.

Le società, negli anni di imposta tra il 2012 e il 2016, hanno emesso fature false per 24 persone fisiche e/o giuridiche.

Secondo gli inquirenti, il sistema permetteva agli indagati di mettere in commercio sul territorio nazionale ricambi per automobile a prezzi concorrenziali, "grazie anche ad una società con sede a Napoli che acquistava i beni da un operatore commerciale di Barcellona (Spagna), interponendo nella compravendita un soggetto giuridico “fantasma” con sede a Volla (NA)".

Ciò ha permesso ai malviventi di formare cospicui ma non veritieri crediti I.V.A., creando un abbattimento dell'imposizione fiscale realmente dovuta.

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