00:38 16 Novembre 2019
Aereo di Alitalia

Il ricatto di Atlantia: "se c'è la revoca di Autostrade, pronti a uscire dal salvataggio Alitalia"

© Sputnik . Natalia Seliverstova
Italia
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A pochi giorni dalla presentazioni delle offerte vincolanti, Atlantia ci ripensa e scrive chiaramente al MISE di essere pronta a ritirare la sua quota del 35% se ci sarà la revoca della concessione autostradale. Irritato il governo, in cerca di una soluzione prima del 15 ottobre.

"Nonostante l'indubbio e significativo impatto che il mancato rilancio di Alitalia potrebbe avere sulla controllata Aeroporti di Roma - scrive Atlantia - per la suddetta data  non sarà per noi possibile aderire all'auspicato consorzio che formulerebbe l'eventuale offerta formale stanti, tra l'altro, le rilevantissime tematiche di contesto tuttora non risolte".

La holding dei Benetton, coinvolta nelle indagini per il crollo del ponte Morandi, entrata lo scorso luglio nella cordata della Nuova Alitalia, all'ultimo momento ci ripensa e solleva dei dubbi sul piano di rilancio di Alitalia. E al ministro Patuanelli scrive che così com'è il piano permetterà solo un salvataggio nel breve periodo, non un rilancio della compagnia di volo. 

A pesare sui dubbi di Atlantia ci sono anche le dispute sulla concessione Autostrade, che il M5S vorrebbe revocare alla società dei Benetton. “L’ipotesi di revoca delle concessioni non permette la partecipazione a un’operazione così rischiosa”, si legge nella lettera. "Il permanere di una situazione di incertezza in merito ad Autostrade per l'Italia o ancor più l'avvio di un provvedimento di caducazione, non ci consentirebbero, per senso di responsabilità riconducibile sia alle risorse finanziarie necessarie che alla tutela degli interessi dei nostri circa 40 mila azionisti italiani ed esteri, dei circa 31 mila dipendenti del gruppo e di tutti gli stakeholders, di impegnarsi in un'operazione onerosa di complessa gestione ed elevato rischio"

Il viceministro allo Sviluppo Economico, Stefano Buffagni, sbotta: "non sottostiamo ai ricatti di nessuno". Il 15 ottobre i soci della cordata, dovranno depositare l'offerta vincolante, e la lettera di Atlantia potrebbe far deragliare la cordata. A meno che il governo non conceda le modifiche richieste dalla società. 

Un'altra questione che Atlantia pone sul tavolo è la partecipazione della compagnia Delta, con una quota azionaria del 10-12%. L'accusa che pesa su Delta è quella di voler spogliare Alitalia delle rotte più redditizie senza volersi impegnare in un piano di rilancio di lungo periodo.    

Se entro il 15 ottobre non ci saranno le modifiche richieste, "nonostante l'indubbio e significativo impatto che il mancato rilancio di Alitalia potrebbe avere su Aeroporti di Roma - scrive Atlantia - non sarà per noi possibile aderire al consorzio che formulerebbe l'eventuale offerta formale". Secondo la holding dei Benetton l'analisi del piano industriale Alitalia "consente infatti, al massimo un rischioso salvataggio con esiti limitati nel tempo ed è ben lungi da costituire una piattaforma di rilancio della compagnia aerea".

I vertici della holding si sono riuniti ieri a pranzo nella sede di Mediobanca, assieme all 'ad di Fs, Gianfranco Battisti e i commissari di Alitalia, Enrico Laghi e Daniele Discepolo, per una riunione della Newco che, dicono fosse concordata da tempo. Assente però la compagnia Delta. Nella riunione si sarebbe parlato proprio dei problemi ancora sul tavolo, ma l'assenza di dichiarazioni nel dopo riunione è segno delle tensioni in corso.

Grossa irritazione da parte del Governo e del Premier Conte, che ha ribadito la separazione delle due questioni, ovvero la partecipazione alla Newco e la revoca delle concessioni Autostrade SPA. Anche da Delta è stato espresso stupore per le nuove posizioni di Atlantia. Il rischio questo exploit dei Benetton faccia saltare la cordata e metta a rischio il salvataggio Alitaria sembra concreto. Tuttavia il 15 ottobre continua ad essere la deadline per la presentazione delle offerte e il via al rilancio della Newco.

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Ministero dello Sviluppo Economico, governo, Alitalia, Italia
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