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04:06 12 Novembre 2019
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Polemiche per il reddito di cittadinanza percepito da ex brigatisti

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Italia
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Dura presa di posizione del presidente dell'Associazione Nazionale Vittime del Terrorismo Roberto Della Rocca.

E' scoppiata la polemica sul reddito di cittadinanza che sarebbe percepito da alcuni ex terroristi degli anni di piombo. "Come raccontare o spiegare ai familiari delle persone uccise? Che reazione potrebbero avere? Non può esserci un premio per queste persone" ha affermato in un'intervista all'agenzia Adnkronos Roberto Della Rocca, presidente dell'Associazione Nazionale Vittime del Terrorismo.

Secondo lui, le persone che hanno subito una condanna definitiva per fatti di sangue e terrorismo non devono in alcun caso beneficiare del reddito di cittadinanza. 

Ha parlato dell'argomento con l'agenzia anche Adriano Sabbadin, figlio del macellaio Lino di Santa Maria di Sala (provincia di Venezia), ucciso a colpi d'arma da fuoco nel suo negozio il 16 febbraio 1979 da Cesare Battisti e Diego Giacomin. "Vergognoso, vergognoso! Non c'è altro da dire. Sono senza parole, vergognoso, scandaloso che queste persone percepiscano il reddito di cittadinanza dopo gli atti commessi e il dolore arrecato. In realtà questa cosa non meriterebbe alcun commento. Io certo no posso fare nulla....ma altri sì".

Maurizio Campagna, fratello di Andrea agente della Digos ucciso a Milano nel 1979 dai terroristi rossi dei Proletari Armati per il Comunismo, chiede l'intervento della politica per evitare che persone del genere percepiscano l'assegno dopo magari latitanze dorate all'estero e senza aver pagato i contribuiti.

Dai primi risultati sui controlli delle Fiamme Gialle sul provvedimento fortemente voluto dai pentastellati è emerso che il 70% di chi ha ricevuto il sussidio non ne aveva diritto.

Tags:
Scandalo, Società, Terrorismo, reddito di cittadinanza, Italia
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