02:41 20 Novembre 2019
Il Palazzo Chigi

Nessuna intesa su Def: disaccordi su Iva e deficit più alto

CC BY-SA 2.0 / Agenziami / Piazza Colonna Palazzo Chigi
Italia
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In nottata si è tenuto un vertice di quattro ore a Palazzo Chigi sul Def, che a quanto pare non ha portato a nessun risultato con una posticipazione della decisione a oggi al Consiglio dei Ministri.

Questa notte a Palazzo Chigi si è tenuto una riunione convocata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla quale hanno preso parte Luigi di maio, Dario Franceschini, Roberto Speranza, Teresa Bellanova, Riccardo Fraccaro e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

L’accordo non è stato trovato nonostante questo pomeriggio ci sarà il Consiglio dei Mnistri nel quale si approverà la nota di aggiornamento al Def propedeutica alla legge di bilancio.

La fonte di disaccordo principale è quella dell’Iva, che divide fortemente la coalizione del governo con Di Maio e Renzi contrari ad ogni aumento dell’Iva e dall’altra Gualtieri e Franceschini, quest’ultimi criticando i toni da ultimatum dei primi due.

Il nodo è fondamentale in quanto bisogna cercare i fondi per evitare aumenti selettivi dell’Iva senza, al contempo, portare a un incremento del deficit del 2,2% del Pil.

C’è anche chi preme affinché il deficit venga alzato dal 2,2% fino al 2,3% e 2,4% per liberare le eventuali risorse che eviterebbero l’innalzamento dell’Iva.

"L'Iva non può aumentare, né nell'aliquota minima, né nell'intermedia, né in quelle più alte. Se poi vogliamo far pagare meno Iva a chi usa le carte di credito va benissimo", afferma Di Maio.

Una manovra da 30 miliardi

In precedenza il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha dichiarato che nella manovra di bilancio verrà rivista la spesa pubblica, ma che non ci saranno tagli a scuola, sanità, università, in quanto “sarebbe controproducente".

Ha sottolineato che la manovra non sarà restrittiva, ma al contrario sarà nei limiti del possibile espansiva con il livello del deficit compreso dal 2% al 2,4%. 

Inoltre Gualtieri ha escluso la cancellazione della misura quota 100 e del reddito di cittadinanza varate dal precedente governo targato Lega-M5s.

Riguardo alla flat tax, altro cavallo di battaglia della Lega, il ministro Gualtieri ha dichiarato che resterà in vigore la misura fino a 65mila euro per le partite Iva, pur non ritenendola giusta. Allo stesso tempo auspica di fermare l'aumento della soglia a 100mila euro che scatterebbe dall'anno prossimo.

Infine è intervenuto a favore dell'uso dei pagamenti elettronici, definendo il contante "antistorico".

 

 

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Italia, Economia, manovra
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