20:16 20 Ottobre 2020
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Il capo di Stato ha ricordato il più sanguinoso eccidio nazista in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale con 800 morti fra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944 sulle colline bolognesi. "La storia è maestra. Pericoli quando avanzano egoismi".

Ricordare l'eccidio di Marzabotto "rappresenta un passaggio doveroso, pur se doloroso, nel percorso della memoria collettiva per fortificare nella società e in ciascuno di noi, la consapevolezza e l'intimo convincimento dell'importanza di rifuggire da ogni ideologia promotrice di odio, violenza e discriminazione". Lo ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una lettera inviata al sindaco del comune della provincia di Bologna Romano Franchi in occasione del 75° anniversario della strage perpetrata dai nazisti, in cui persero la vita 800 persone.

Il capo di Stato ha rilevato l'importanza del ruolo della storia nell'indicare la corretta strada da seguire, evidenziando allo stesso tempo che il male "non è sconfitto per sempre" e i pericoli derivanti dagli egoismi.

"La storia, anche quella dolorosa, ci è maestra. Il male che abbiamo conosciuto non può dirsi mai sconfitto per sempre. I pericoli riaffiorano quando la responsabilità si attenua e gli egoismi avanzano. Anche per questo la memoria di Marzabotto e di monte Sole va custodita, come è stato fatto negli anni dalle comunità più ferite: al tempo stesso va trasmessa ai più giovani in modo che i valori di pace e di libertà si rafforzino sempre più come patrimonio comune e come base fondamentale della nostra vita sociale". 

Infine ha ricordato il valore della solidarietà e dell'unità alla base della Repubblica, con un richiamo alla nascita dell'Europa unita nella diversità nel Dopoguerra.

"Le basi repubblicane sono iscritte in una comunità nazionale legata da spirito di solidarietà, che sa riconoscere il bene comune, trovando l’unità nei momenti decisivi e facendosi promotrice di pace e cooperazione. Non più un nazionalismo che esaspera i contrasti: così nel dopoguerra è sorta l’Europa unita nella diversità".

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nazionalismo, Società, Storia, Nazismo, Seconda Guerra Mondiale, Italia, Sergio Mattarella
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