20:20 20 Aprile 2021
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Le indagini si sono estese alla moglie dell’amministratore delegato Eni Claudio Descalzi, pare che le accuse nei suoi confronti siano per corruzione internazionale.

La procura di Milano ha aggiunto Maria Magdalena Ingoba, moglie del direttore esecutivo di Eni Claudio Descalzi, all'elenco dei sospetti.

Il Nucleo di polizia tributaria si è recata recentemente nella dimora dei Descalzi con un mandato di perquisizione trovando documenti e supporti informatici in corso di analisi.

Giovedì, Descalzi ha dichiarato di aver respinto le accuse, mentre Ingoba non ha ancora commentato le accuse.

Secondo la ricostruzione dei pm della procura di Milano la Ingoba, cittadina congolese, fino al 2014 controllava la società Petro Services che tra il 2007 e il 2018 ha affittato navi e servizi logistici e a Eni Congo, tutto all’insaputa del consiglio di amministrazione e degli azionisti della multinazionale petrolifera.

Il caso di corruzione Eni-Congo

Il caso di corruzione è legato agli accordi firmati da una consociata Eni in Congo con il ministero degli Idrocarburi congolese e l’uso di una “terza persona” che avrebbe corrotto il ministero per il rilascio di permessi di esplorazione ed estrazione petrolifera nel paese africano.

Eni, gestita da Descalzi dal 2014, nega qualsiasi illecito in Congo e afferma che le indagini presentate da consulenti di terze parti indipendenti non hanno rivelato prove di crimini commessi da dirigenti o dipendenti di Eni. 

L’indagine della procura di Milano per corruzione nella Repubblica del Congo è iniziata nel 2013.

Sotto indagini ci sono cinque persone, tra cui l'ex presidente del Congo che ha negato qualsiasi coinvolgimento.

Anche la Shell, che ha acquistato congiuntamente le concessioni petrolifere con Eni, è sotto processo per corruzione per l'accordo. Nega qualsiasi accusa.

"Eni sta affrontando i procedimenti (processuali) con la massima serenità ed è fiduciosa che le indagini in corso continueranno a confermare il totale non coinvolgimento dell'azienda con fatti che non sono mai accaduti e non hanno nulla a che fare con il gruppo", ha affermato la società. 

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Corruzione, Petrolio
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