13:18 21 Novembre 2019
Migranti dall'Africa

Rapporto Caritas sui migranti: Italia terza in Europa, in diminuzione gli ingressi per lavoro

© AP Photo / Francisco Seco
Italia
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Con 5 milioni e 200mila di stranieri, l'Italia è il terzo Paese dopo Germania e Regno Unito. In generale, si registra una diminuzione degli ingressi nel Paese per motivi lavorativi.

Secondo il rapporto presentato oggi dalla Caritas e Fondazione Migrantes, sono i rumeni la maggiore comunità di stranieri (1.206.938 persone, pari al 23% degli immigrati totali) residente in Italia, seguiti da albanesi (441.027, 8,4% del totale) e marocchini (422.980, 8%). Le regioni in cui risiedono più immigrati sono Lombardia, con 1.181.772 cittadini stranieri residenti (l'11,7% della popolazione totale ), Lazio ( 11,6%), Emilia-Romagna (12,3%), Veneto (10,2%) e Piemonte (9,8%). Le province che registrano la maggiore presenza di residenti stranieri sono Roma (12,8%), Milano (14,5%), Torino (9,8%), Brescia (12,4%) e Napoli ( 4,4%).

In generale è in diminuzione la presenza di stranieri in Italia, si riducono gli ingressi di chi entra per ragioni di lavoro mentre aumentano quelli per ragioni umanitarie. 

Famiglia e scuola

Nel 2017 si registrano 27.744 matrimoni fra cittadini italiani e stranieri, il 14,5% del totale dei matrimoni, in aumento del 8,3% rispetto al 2016. Diminuisce la natalità delle coppie straniere che si adeguano ai ritmi riproduttivi degli italiani. Sono 65.444 i bambini nati da coppie straniere (in 14,9% del totale delle nascite), in diminuzione rispetto al 2017 (-3,7%). Nell'anno scolastico 2017/2018, gli alunni stranieri nelle scuole italiane sono 841.719, il 9,7% della popolazione scolastica totale, 16 mila unità rispetto all'anno scolastico 2017/2018. Il 63% di loro è nato in Italia. 

Devianza e discriminazioni

I detenuti stranieri presenti negli istituti penitenziari italiani rappresentano il 33,9% dell'intera popolazione carceraria. La maggior parte di loro è di nazionalità marocchina, albanese e rumena. Se le pene inflitte confermano tipologie di reato minore, il rapporto evidenza “il carattere sempre più pervasivo delle organizzazioni criminali straniere che operano in Italia” come la mafia nigeriana. Dall'altro lato però “in sensibile aumento sono i reati di discriminazione e di odio etnico, nazionale, razziale e religioso”.

Integrazione

Il rapporto evidenzia la posizione di vulnerabilità di molti stranieri e sottolinea come il migrante spesso sia “una persona che si districa fra difficoltà di tipo burocratico, scolastico, giudiziario, sanitario, economico, sociale, ovvero con i problemi della vita quotidiana che affrontano tutti, ma che, nel suo caso, sono forse più complicati che per molti altri”.

L’auspicio rivolto al nuovo governo è quindi di favorire “politiche realmente inclusive e volte all'integrazione”. Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, ha augurato un "cambio di passo" con il nuovo governo, verso l'integrazione e il riconoscimento dello Ius Culturae perché "l'integrazione, senza il riconoscimento da un punto di vista normativo, sarebbe un contenitore vuoto".

 

 

 

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Cei, Migranti, Europa, Italia
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