22:45 11 Dicembre 2019
Esame a scuola

Fioramonti ci ripensa: no alla tassa sulle merendine, ma il MEF trovi i fondi per la scuola

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Il ministro archivia il progetto di regionalizzazione scolastica, previsto con l'autonomia differenziata e chiede al MEF di trovare fondi per la scuola. Intanto segnala un crollo ogni tre giorni negli edifici scolastici.

La scuola resterà un servizio statale. Lo ha garantito il titolare del Miur, Lorenzo Fioramonti, con un "Non si fa" che non lascia adito a equivoci. 

L'ipotesi di regionalizzazione del sistema scolastico era uno dei punti più discussi del progetto di autonomia differenziata, fortemente voluto dai governatori delle regioni del nord est e punto di rottura dell'alleanza di governo tra M5S e Lega. L'ex ministro delle Regioni. 

Retromarcia sulle merendine

Dopo la polemica innescata sulla proposta di tassare merendine e bibite zuccherate, Fioramonti chiarisce che si tratta solo di una proposta per reperire i finanziamenti necessari alla scuola pubblica e università. 

"Mi sono permesso di proporre un modo per recepire fondi, rispetto i percorsi del governo”, ha chiarito il ministro, ma “a me interessa che si trovino le risorse. Ho proposto interventi fiscali intelligenti, non ho mai parlato di patrimoniali ma di proposte, di un modello fiscale che altri Paesi hanno già adottato"

I crolli nelle scuole

Intanto Cittadinanza attiva denuncia la situazione preoccupante dell'edilizia scolastica e il pericolo costituito per studenti e personale scolastico dal rischio crolli. 

Secondo quanto rilevato dalla onlus, che ha censito gli edifici scolastici, sono 267 gli episodi di crollo registrati negli ultimi sette anni, di cui 70 solo nell'anno scolastico 2018-19 con 17 feriti. Un episodio ogni 3 giorni di scuola, di cui 29 in regioni del Nord (Piemonte 6, Lombardia 16, Emilia Romagna 4, Veneto 2, Trentino Alto Adige 1), 17 nel Centro (Toscana 5, Lazio 10, Umbria 1, Marche 1), 24 nelle regioni del Sud e nelle Isole (Campania 8, Puglia 6, Calabria 2, Sicilia 7, Sardegna 1). 

Assenze giustificate per le proteste sul clima

Gli studenti che parteciperanno allo sciopero del clima del 27 settembre saranno assenti giustificati. L'iniziativa del ministro, che spiega che comunque gli studenti dovranno presentare la giustificazione, mira a spronare la consapevolezza dei giovani verso i problemi di attualità.

“La circolare che ho fatto invita le scuole ad accettare la motivazione 'ha partecipato allo sciopero per il clima'”, chiarisce Fioramonti che spiega anche che “la giustificazione va fatta comunque. L'iniziativa ha un valore simbolico: vogliamo dare centralità al diritto degli studenti di svegliare le coscienze. Senza queste iniziative probabilmente parleremo dell'ultima partita di calcio".

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ministero dell'istruzione, Scuola, Italia
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