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07:50 13 Novembre 2019
Il DNA in una capsula

Prevenire i tumori con una semplice analisi del sangue: si chiama Helixafe e viene dall’Italia

© Fotolia / Dan Race
Italia
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Un gruppo di ricerca dei laboratori dell’Università di Roma Tor Vergata ha messo a punto un programma di prevenzione innovativo basato sull’analisi del DNA libero circolante nel sangue. Il sogno di poter individuare in un paziente sano un tumore prima ancora che questo insorga e poterlo prevenire sarà finalmente realizzabile?

Il cancro è una delle principali cause di mortalità al mondo. Più di 14 milioni di nuovi casi vengono diagnosticati ogni anno. Molti di questi quando vengono individuati è già troppo tardi. La Bioscience Genomics Srl, un gruppo di lavoro partecipato (spin-off) dall’Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’ e Bioscience Institute S.p.A., ha messo a punto un rivoluzionario studio pubblicato sulla rivista specializzata Cell Death & Disease.

Questo particolare programma di prevenzione, chiamato HELIXAFE, partendo da un semplice prelievo del sangue e analizzando il DNA libero circolante, consente di rilevare eventuali instabilità genetiche dovute a mutazioni provocate dal cancro.

In realtà, gli scienziati, si erano già accorti che i tumori provocano mutazioni e, diciamo per semplificare, ‘scorie’, che entrano in circolo e sono individuabili nel sangue. Quello che si scopre ora è che queste ‘particelle segnaletiche’ iniziano ad essere presenti già ai primordi quando il tumore ancora non è sviluppato ma è solo una predisposizione.

Tra la comparsa della prima mutazione che può essere segnalata nel sangue e l'evoluzione del tumore vero e proprio, possono passare anche decenni secondo gli studiosi. Facile immaginare il potenziale di una tecnica del genere se venisse confermato e certificato uno standard applicativo protocollabile.

 “Si tratta di un primo importante passo nella strada verso una rapida applicazione clinica della genomica in oncologia. Ora sappiamo di avere a disposizione una solida tecnologia che permetterà il passaggio dal laboratorio alla pratica. Oltre a effettuare studi di questo tipo però, è essenziale anche assicurarsi che l’attuale e le nuove generazioni di medici abbiano a disposizione tutti gli strumenti necessari per comprendere l’immenso potenziale della genomica in ambito medico. Mentre progrediamo con nuovi studi, dobbiamo anche aumentare la loro consapevolezza“ spiega Giuseppe Novelli, rettore di Tor Vergata e responsabile dello studio.

Secondo l’Unione Sanitaria Internazionale S.p.A. ci sono alcuni punti da precisare riguardo questa innoviativa tecnica:

  • Questa tecnica è valida per la valutazione del rischio di tumori solidi ma non per quelli del cervello.
  • Qualora il protocollo Helixafe dovesse rilevare instabilità genetica, questa si dovrebbe comunque approfondire con il test SCED (biopsia liquida) dotato di una sensibilità specifica per il DNA tumorale circolante quando la neoplasia è conclamata.
  • Il programma Helixafe è un programma generico che si ritiene sarà valido per la maggior parte dei tumori solidi ma sono allo studio e stanno per essere messi in atto, sempre dallo stesso gruppo di lavoro della Bioscience Genomics, dei programmi specifici per il cancro al polmone, seno, ovaie, intestino. In questo modo i soggetti che sanno già di essere a rischio per questo tipo di tumori (ereditarietà per esempio) ma che sono ancora sani, potranno sottoporsi al check-up specifico, magari annuale, con un semplice prelievo di sangue ed avere una valutazione del proprio profilo genetico.
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