17:24 22 Novembre 2019
Società Whirlpool

"Whirlpool Napoli non molla", operai in protesta davanti al consolato Usa

© AFP 2019 / Francois Nascimbeni
Italia
URL abbreviato
110
Seguici su

Data la cessione della fabbrica ad un'azienda svizzera, gli operai si trovano ora a protestare per salvare il loro futuro occupazionale. Giovedì 26 settembre nuova convocazione a Roma fra i funzionari del Mise e l'amministratore delegato della multinazionale americana.

I manifestanti dello stabilimento Whirpool, si sono diretti verso la sede del consolato americano indossando magliette con la scritta "Whirlpool Napoli non molla".

La Whirlpool ha deciso di vendere lo stabilimento di Napoli agli svizzeri di Prs (Passive Refrigeration Solutions) e, nonostante le rassicurazioni da parte dell'azienda di elettrodomestici di garantire che "saranno mantenuti i livelli occupazionali", i lavoratori hanno deciso di scendere in piazza.

Oggi sciopero nazionale contro la chiusura dello stabilimento: 8 ore di stop in tutte le sedi Whirlpool italiane. La richiesta è di rispettare il piano industriale siglato il 25 ottobre 2018 e lasciare inalterata la produttività degli stabilimenti di Napoli.

La richiesta è stata confermata anche dai vertici regionali presenti all’ultimo incontro come l’assessore regionale al lavoro Sonia Palmeri, durante il quale Whirlpool ha manifestato la disponibilità ad incontrare le parti sociali e la Prs per concordare il prossimo piano industriale.

Pronti a sostenere le ragioni dei lavoratori anche i sindacati, che hanno espresso in maniera unitaria la necessità di fare quadrato intorno allo stabilimento di via Argine per impedire lo smantellamento di Whirlpool. Anche il segretario Uilm Campania Antonio Accurso all'opera per "fare pressing per cambiare idea all'azienda": "Il governo, le istituzioni e tutte le forze politiche prendano esempio e si uniscano in un pressing corale per far cambiare idea alla Whirlpool e riportarla al tavolo. Questo è solo l'inizio di una battaglia che sarà sempre più decisa e diffusa".

L’annuncio della dismissione a Napoli dello stabilimento, con la cessione del ramo d’azienda ad una start up di Lugano, ha scosso i 400 dipendenti di Via Argine a Napoli, ma ha gettato nel panico circa un migliaio di lavoratori dell’indotto spalmati in diversi siti produttivi della Campania, a cominciare da quelli irpini di Sant’Angelo dei Lombardi, di Montoro e Forino.

Embraco, i lavori si autoconvocano al Mise

Resta caldo il fronte di un'altra vertenza lavorativa, quella che coinvolge i 400 lavoratori in cassa integrazione di un'ex azienda del gruppo Whirpool, la Embraco di Chieri, in provincia di Torino. Lo stabilimento è stato ceduto nell'estate 2018 alla nuova proprietà, il gruppo cino-israeliano Ventures, ma la promessa di riconversione delle linee per la produzione di robot per la pulizia di pannelli solari e biciclette elettriche, prevista per settembre, è stata ulteriormente rinviata al mese di novembre, senza spiegazioni.

Dopo aver incontrato i lavoratori, il governatore del Piemonte Alberto Cirio ha affermato che se entro 24 ore non sarà comunicata la data del Tavolo su Embraco presso il Mise, i 400 si autoconvocheranno e andranno a Roma il 3 ottobre:

"Abbiamo chiesto al neo sottosegretario al Lavoro una convocazione immediata del Tavolo al ministero dello Sviluppo Economico: ci è stata garantita entro 24 ore, ma dal momento che non ci fidiamo più, ci siamo autoconvocati per il 3 ottobre. Ci sarò anch'io, andremo a Roma per chiedere verità e chiarezza sul piano industriale. La doppia opzione rimane aperta perché non vogliamo più aspettare" - ha detto il governatore della Regione Piemonte.

Tags:
sciopero, Protesta, Whirlpool
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik