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08:02 13 Novembre 2019

Rino Formica su Renzi: è un rumore di fondo, una pernacchia

© AP Photo / Alberto Pellaschiar
Italia
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Rino Formica critica la mossa di Renzi e la costituzione di un gruppo assieme al nuovo PSI di Nencini. Secondo l'ex ministro socialista, lo relegherebbe al ruolo di spettatore della politica.

Rino Formica, l'ormai 92enne ex ministro di Craxi, sprezzante coniatore di slogan che hanno fatto la storia della prima repubblica, come il famoso "la politica è sangue e merda", non vuole neanche sentire parlare di Renzi. In una intervista a Il Fatto Quotidiano spiega perché le ultime mosse dell'ex premier, il cui nuovo partito politico Italia Viva è recentemente confluito in Senato nel gruppo del PSI, anziché nel gruppo misto, non possono essere prese sul serio. 

“Noi siamo distratti dai suoni di fondo. Ecco, la nascita del gruppo di Renzi al Senato è appunto un rumore di fondo. Direi una pernacchia”. Un rumore che non ha più alcuna incisività all'interno del dibattito politico. Renzi si è auto-condannato all'irrilevanza, a detta dell'anziano socialista, togliendo i panni dell'attore e vestendo quelli dello spettatore della politica. 

Ed è proprio con una metafora teatrale che Formica spiega il ruolo di Italia Viva al Senato. "E' come i vecchi teatri del Sud che venivano costruiti con il contributo delle famiglie benestanti”.

“Queste famiglie – prosegue – conservavano un ‘diritto di plateatico’: avevano un palco tutto loro durante gli spettacoli. I socialisti al Senato hanno offerto il loro diritto di plateatico a Renzi. Ma cosa cambia assistere dal palco oppure dal loggione? Spettatore eri e spettatore rimani”. E' indifferente che “un senatore di Italia Viva parli a nome del suo gruppo oppure a nome di un sottogruppo del Misto”.

L'eredità dei socialisti

L'asse con il nuovo PSI non ha alcuna rilevanza. Secondo il protagonista della prima repubblica, non esiste neanche una continuità fra i vecchi e i nuovi socialisti, che dai primi non hanno ereditato la centralità dell'azione politica.

“I simboli hanno un senso se mantengono la capacità di trasmettere i loro valori originali”. Con questi termini Formica disconosce i socialisti di Nencini. “L’eredità del Psi è già stata liquidata, stravolta. Sono trent’anni che si vanno a offrire in giro per uno strapuntino nell’autobus dell’uno o dell’altro partito. Non me ne occupo più”.

Renzi come Napoleone

Renzi, un leader sopravvalutato, a detta dell'ex ministro. “E' nato qualche secolo dopo Napoleone, eppure non è l’unico Napoleone in giro, ce ne sono ancora tanti. Però in genere sono nei manicomi”. Non risparmia neanche l'entourage dell'ex premier. I parlamentari che hanno seguito Renzi “da buoni amici si comportano come i medici dei pazzi: devono dirgli di sì. Sono Napoleone? Sì, è vero, sei Napoleone. È la pazienza dei medici dei pazzi”. 

Il nuovo governo

Non sarà certo il gruppo di Renzi il maggior problema con cui si dovrà confrontare il governo Conte bis, che si “si troverà presto a fare i conti con problemi ben più vitali”, ammonisce Formica. “Per ora il Conte bis è come l’aspirina è servito ad abbassare la febbre, il che è un fatto positivo".

Conte l'avvocato d'Italia

Il fatto che alla guida del paese ci sia un avvocato è il chiaro sintomo di una crisi della politica, che non è più in grado di guidare il paese.

"Un avvocato “proprio per indirizzo culturale e professionale, ha il compito di difendere il proprio cliente. Finora ha difeso bene il cliente ‘governo’. Ma è un segno della crisi: quando si chiamano gli avvocati significa che c’è da proteggere una posizione precaria. La politica non ha bisogno di avvocati, ma di condottieri, pensatori, guerrieri, lottatori. Un buon avvocato invece serve a difenderti dalle cause, a cercare di sfuggire alla durezza del giudizio e invocare la clemenza dei giudici”

Tags:
Governo, Matteo Renzi, Italia Viva, Italia
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