20:28 10 Dicembre 2019
Reggio Calabria

Riace: il sindaco sostituisce i cartelloni sull'accoglienza con quelle dei santi

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Italia
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Un segno di discontinuità con la passata amministrazione, caratterizzata per l'accoglienza dei migranti a Riace, iniziativa che portò Lucano sotto i riflettori della magistratura.

Della Riace che fu dell'ex-sindaco, Mimmo Lucano, ora non esistono più neppure i cartelloni all'entrata del paese che l'avevano caratterizzata da anni: “Riace, paese dell'accoglienza”. Adesso al loro posto campeggia un pannello molto grande che ribattezza il borgo come “paese dei santi medici e martiri Cosimo e Damiano”. Motivazione ufficiale: il 350esimo anniversario dell'arrivo della reliquia di San Cosma a Riace.

A prendere la decisione è stato il sindaco, Antonio Trifoli. Eletto lo scorso maggio con la lista “Riace rinasce”, considerata vicina alla Lega, Trifoli, ex-vigile urbano, aveva da subito dato un segno di discontinuità con la passata amministrazione di Mimmo Lucano: “prima i riacesi: Lucano ha badato troppo ai migranti e poco ai nostri cittadini”. A cominciare quindi dalla cancellazione di ogni simbolo passato: oltre al cartellone dedicato ai santi, Trifoli ne farà piazzare altri al confine coi Comuni di Camini e Stignano. Altri cartelli, prevalentemente di promozione turistica, verranno apposti in altri punti del territorio.

Soddisfatto il parroco, don Coniglio: "è l'identità di Riace"

Soddisfatto della scelta è il parroco di Riace, Giovanni Coniglio “perché finalmente si arriva e ci si trova davanti l'identità del nostro paese”. Il sacerdote non aveva rapporti idilliaci col vecchio sindaco e quindi ora saluta “la nuova stagione di collaborazione con l'amministrazione”.

Mimmo Lucano, sindaco dal 2004 fino alle indagini giudiziarie del 2018

Come è noto, Mimmo Lucano è stato sindaco per tre mandati consecutivi, dal 2004 al 2018. Caratteristica dela sua amministrazione: promuovere politiche di accoglienza dei migranti nel paesino di Riace, 1800 anime, mettendo loro a disposizione spazi inutilizzati, ristrutturati con i finanziamenti Sprar, a scopo abitativo e lavorativo.

Indagato dal 2017 per truffa aggravata, concussione e abuso d'ufficio, nel 2018 viene messo agli arresti domiciliari con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e illeciti nell'affidamento direttodi un servizio pubblico (ma il giudice farà cadere allo stesso tempo le accuse precedenti). In seguito gli verranno revocati gli arresti domiciliari ma sarà obbligato a lasciare il paese per divieto di dimora. Divieto che verrà revocato dal tribunale di Locri venti giorni fa per permettere a Lucano di visitare il padre morente.

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