18:35 23 Gennaio 2020
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Nella serata di ieri il Parlamento di Vienna ha approvato un emendamento che di fatto riapre la partita sulla questione del doppio passaporto per gli altoatesini.

Ritorna in auge la questione del doppio passaporto italo-austriaco per i residenti del Sudtirolo-Altoadige di lingua tedesca e ladina.

Grazie ai voti dei popolari dell'Oevp e del partito di estrema destra del Fpoe, ieri sera il Parlamento viennese ha approvato un emendamento che prevede la ripresa dei colloqui con Roma e Bolzano circa la possibilità di conferire il Reisepass ai sudtirolesi.

L'emendamento, che dovrebbe essere seguito da un disegno di legge ad hoc, non è stato votato dai socialdemocratici e dagli altri partiti minori presenti nel Parlamento austriaco, ma è stato accolto con favore dagli indipendentisti sudtirolesi della Süd-Tiroler Freiheit (STF) e da alcuni ex consiglieri del Südtiroler Volkspartei (SVP).

STF, in un comunicato, ha sottolineato che si tratta di una decisione molto importante per l'Alto Adige, con il parlamento austriaco che dimostra di aver assunto un chiaro impegno per la doppia cittadinanza per gli altoatesini. Il movimento invita pertanto il governo a tenere tempestivamente colloqui con l'Alto Adige e l'Italia e a presentare una proposta legislativa.

A fargli eco è arrivato poi il SVP, che ha invece rimarcato come il previsto rilancio della cittadinanza austriaca in Alto Adige dimostri "una chiara espressione della volontà politica del governo austriaco".

La questione del doppio passaporto agli altoatesini

Nel settembre del 2018 il neoeletto cancelliere austriaco Kurz ha risollevato la questione del rilascio di un doppio passaporto ai cittadini italiani dell'Alto Adige, provocando una reazione dura da parte del governo italiano, che ha espresso in merito netta contrarietà. 

La proposta austriaca consisterebbe nel garantire la cittadinanza austriaca a tutti i cittadini italiani di lingua tedesca e ladina, residenti nella provincia di Bolzano. Coloro che ricevessero il doppio passaporto, avrebbero tra le altre cose il diritto di voto sia in Italia, dove potrebbero votare per le elezioni del Parlamento, sia in Austria, dove potrebbero eleggere il Nationalrat.

La storia è piuttosto spinosa, dunque, ma senz'altro lascia di stucco che in un periodo in cui in Europa si grida un giorno su due al presunto ritorno dei nazionalismi e dei fascismi, nessuno si sorprenda o dica nulla per delle leggi come quella approvata ieri dal Parlamento viennese.

La storia del Trentino-Alto Adige

Il Sudtirolo fa parte della regione autonoma a statuto speciale del Trentino-Alto Adige. In seguito alla vittoria nella Prima guerra mondiale, il Trattato di Saint-Germain del 1919 sancì il passaggio del Trentino-Alto Adige all'Italia.

La questione delle mai sopite istanze autonomistiche trentine tornò in auge al termine della Seconda guerra mondiale, dopo la fine delle repressioni di epoca fascista, e portò alla firma, nel 1947, dell'accordo De Gasperi-Gruber, il quale sancì che la provincia di Bolzano rimanesse all'Italia, prevedendo tuttavia per gli abitanti di lingua tedesca dell'Alto Adige adeguate tutele, soprattutto linguistiche. 

La controversia sul Trentino-Alto Adige fu dichiarata "definitivamente chiusa", con la firma della quietanza liberatoria di Vienna nel 1992.

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