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04:39 12 Novembre 2019
Lavoro giovani. Cresce la richiesta di competenze digitali e tecnologiche

Lavoro: 2 italiani su 3 preferiscono l'estero

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Il mercato del lavoro italiano non è attrattivo. Sono soprattutto i giovani a preferire l'estero, perché ritengono di avere più chance di successo e affermazione.

Da sempre quello italiano è conosciuto come un popolo di viaggiatori. Un tratto distintivo che si mantiene e non fa eccezione per il lavoro. Siamo infatti i primi in Europa per propensione alla mobilità lavorativa. Lo rivela una indagine effettuata da Randstad Workmonitor, condotta in 34 Paesi al mondo su un campione di 405 lavoratori di ogni nazione, di età compresa fra 18 e 67 anni, che lavorano almeno 24 ore a settimana. 

Due su tre italiani sono disposti a emigrare all'estero per trovare un lavoro migliore. Il push factor è da cercare nel desiderio di maggiori chance di carriera: il 67% è disposto a emigrare per migliorare il proprio worklife balance, il 64% per retribuzioni più elevate, il 57% per un lavoro più soddisfacente. 

In generale il 63% degli italiani è disposto a viaggiare per lavoro, mentre il 69% è disposto a trasferirsi per trovare un lavoro migliore. Segno che il viaggio è visto come una opportunità di carriera a fronte di una evidente sfiducia e mancanza di attrattività del mercato del lavoro italiano. 

I giovani più propensi a lavorare all'estero

La predisposizione a lavorare all'estero diminuisce con l'aumentare dell'età. Il 78% dei giovani fra 18 e 24 anni è disposto a viaggiare all'estero per lavoro contro il 59% degli over 55. Il 71% degli intervistati, con età compresa fra 18 e 24 anni, è disposto a trasferirsi per un lavoro interessante, contro il 57% degli over 55. 

Uomini più viaggiatori delle donne

La disponibilità a viaggiare dipende anche dal genere. Gli uomini sono più disponibili delle donne sia a viaggiare  (76% contro il 62%) che a spostarsi (66% contro 60%). 

I Paesi più ambiti dagli italiani

La meta lavorativa più gettonata dagli italiani è la Germania (9%), seguita da Francia, Svizzera e Spagna (8%), Regno Unito (7%), Austria (4%), Belgio (3%). Fuori dal continente il 6% preferisce gli USA, il 5% l'Australia e il 3% il Canada. A livello mondiale gli USA restano la maggiore destinazione dei fenomeni migratori, con il 10%, seguita da Germania (8%), Regno Unito (7%), Australia (7%), Canada (6%). Solo il 3% andrebbe a lavorare in Italia.

Paura di perdere il lavoro

In generale è aumentato in Italia, nell'ultimo trimestre, il timore di perdere il lavoro. Un fenomeno più diffuso fra le donne, che rimarca un divario di genere, persistente nel mercato del lavoro. E' aumentata di tre punti la paura di perdere il lavoro, raggiungendo l'11%, con punte del 13% tra le donne contro l'8% fra gli uomini. 

Gli uomini hanno più fiducia delle donne rispetto alla possibilità di trovare un lavoro analogo (63% contro il 53% delle donne) o un lavoro diverso (59% contro il 49% delle donne). Un divario di dieci punti che trova un fondamento concreto nelle rilevazioni sulla mobilità che si attestano al 25% per i lavoratori contro il 19% delle lavoratrici, nonostante le percentuale della popolazione in cerca di lavoro  sia pressoché identica sia per la popolazione maschile (12%) che per quella femminile (11%). 

Il rischio di perdere talenti

“L’elevata propensione degli italiani a spostarsi all’estero per dare una spinta alla propria carriera testimonia l’intraprendenza e la consapevolezza da parte degli italiani di un mondo del lavoro sempre più globale, ma rappresenta anche una spia di allarme sulle opportunità offerte dal mercato italiano – afferma Marco Ceresa, amministratore delegato Randstad Italia –. Quasi un italiano su due, il 49%, preferirebbe emigrare piuttosto che cambiare carriera, e ben il 57%, l’incidenza più alta in Europa, sarebbe disposto a trasferirsi in un altro paese su richiesta dell’azienda pur di conservare il posto di lavoro. Un’eccessiva emigrazione dei profili migliori però rischia di tradursi in un impoverimento sociale ed economico del paese. Per evitare questo rischio le imprese devono migliorare le loro strategie di attrazione dei talenti, con strategie di carriera, formazione e valorizzazione delle competenze, coinvolgimento dei dipendenti in progetti stimolanti, offrendo equilibrio fra lavoro e vita privata”. 

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Sondaggi, Lavoro, Italia
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