Widgets Magazine
08:04 13 Novembre 2019
Alcuni bimbi si tengono per mano

Uomo marocchino toglie il proprio figlio da una scuola materna di Bologna: "Sono tutti stranieri"

CC0 / Pixabay
Italia
URL abbreviato
9100
Seguici su

"Nella scuola materna di mio figlio c’è un grave problema di integrazione, lo devo portare via", queste le parole del padre, marocchino, che ha deciso di togliere il proprio figlio da una scuola materna di Bologna perché la classe era composta da bambini stranieri, come riporta il Corriere di Bologna.

Si tratta della storia di Mohamed [nome di fantasia, ndr], 34enne di origine marocchina, laureato e con un impiego a Bologna, arrivato in Italia all'età di 4 anni, e della moglie 32enne, nata da genitori immigrati che vivono in Italia dagli anni '60. I due, entrambi in possesso di cittadinanza italiana, si sono ritrovati in una situazione dove hanno preso la decisione di togliere il proprio figlio da scuola, perché, secondo le affermazioni del padre, "Non voglio passare per razzista proprio io che sono marocchino, ma il Comune lo deve sapere che non si fa integrazione mettendo nelle classi più di venti bambini stranieri".

L'uomo, che ha mantenuto le proprie radici nonostante viva a Bologna, si è ritrovato come tanti altri genitori, al momento dell'iscrizione alle materne, a dover, per passaparola o motivi logistici, scegliere una determinata scuola in cui mandare il proprio figlio. Nel caso specifico delle quattro scuole che erano state scelte dai genitori solo la quarta aveva posto, ed è quella in cui hanno iscritto il figlio. 

La scuola materna in questione è una scuola dell’infanzia del San Donato-San Vitale, fuori Massarenti.

"Il giorno dell’open day — spiega il papà del bimbo — avevo visto disegni con le bandiere di tutte le nazionalità nella scuola, ma avevo pensato si lavorasse molto sull’integrazione culturale, ma quando siamo arrivati a scuola il primo giorno ci siamo trovati in una classe con tutti i bambini stranieri". Tutti tranne uno, in realtà. Ma i numeri sono questi. "Le maestre facevano fatica addirittura a pronunciare i nomi dei bambini", racconta Mohamed.

Le prime misure che hanno adottato i due genitori sono state quelle di chiamare l'ufficio scuola del quartiere, dove però la risposta, alquanto deludente, della responsabile è stata che se non andava loro bene la scuola avrebbero dovuto rifiutare mesi prima e che non era più possibile fare nulla, aggiungendo che "nella classe ci sono 8 bambini italiani, che non sono tutti stranieri" a cui risponde Mohamed ribadendo "sono italiani come il mio, cioè con cittadinanza italiana, figli di genitori immigrati, molti dei quali non parlano ancora l’italiano", come riporta il Corriere di Bologna.

"Non sono razzista"

"Non voglio passare per razzista perché sarebbe folle viste le mie origini, ma qualcuno deve rendersi conto del problema in Comune, non si lavora così sull’integrazione". Evidentemente, adesso l’integrazione bisogna iniziare a giocarla anche lavorando sul rapporto tra immigrati appena arrivati, immigrati di prima generazione e immigrati di seconda. Tre mondi diversi. Fatto sta che adesso Mohamed vuole togliere suo figlio dalla scuola comunale. L'intenzione è quella di mettere il proprio figlio in un scuola privata, anche se qui si viene a creare un ulteriore problema, dato dal credo religioso della famiglia, "stiamo cercando una privata — dice —, siamo disposti a pagare, ma il problema è che in Italia le private sono quasi tutte cattoliche e noi siamo musulmani". Altro luogo in cui il concetto di integrazione sembra essere in secondo piano. 

Mohamed conclude dicendo che per adesso la Ies non ha trovato una soluzione per il bimbo, e aggiunge anche "Noi siamo genitori attenti e non ci basta che nostro figlio stia in un posto tutto il giorno perché noi dobbiamo lavorare, vorremmo un posto che favorisca la sua crescita e che lo aiuti a sentirsi parte di questa città. Come è possibile in una classe con più di 10 nazionalità diverse? Non è possibile, tenere 19 bambini stranieri insieme non è fare integrazione, è ostacolarla".

La reazione di Salvini

Sulla questione ha detto la sua anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha espresso il proprio sostegno al genitore del bambino di origine marocchina che ha deciso di togliere suo figlio da una classe di soli bambini stranieri.

"Non è così che si fa integrazione, e mi fa piacere che a sottolinearlo sia un genitore di origine marocchina", scrive Salvini che poi si chiede "Come puoi imparare la lingua e integrarti nella cultura del Paese che ti ospita se tutti i bambini della classe sono stranieri?".

 

Correlati:

Usa, libri di Harry Potter rimossi da scuola cattolica per incantesimi pericolosi
Scuola, in due prime elementari a Torino solo alunni stranieri
Tags:
scuola, integrazione, Italia, Educazione
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik