23:28 07 Dicembre 2019
Nino di Matteo

Csm, Di Matteo presenta la sua candidatura: "contro chi vuole dare una spallata al sistema"

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Il magistrato siciliano lancia un forte j'accuse contro il correntismo "simile alla mentalità mafiosa".

“L'appartenenza a correnti o cordate è diventato l’unico modo per fare carriera e questo è un criterio molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso”: lo dice senza mezzi termini il pm Nino Di Matteo, presentando presso la sede dell'Anm la sua candidatura alle elezioni suppletive del Csm.

Il magistrato siciliano aggiunge che “non serve una riforma punitiva del consiglio superiore della magistratura ma bisogna dargli l'autorevolezza di organo costituzionale senza distinzioni legate all'appartenenza o al gradimento politico”.

Contrario all'ipotesi del sorteggio, ha aggiunto Di Matteo:“rispetto i colleghi che lo hanno proposto per superare il correntismo ma è incostituzionale”.

“Inammissibile che magistrati che decidono su ergastoli e patrimoni non possano avere competenza e autorevolezza per eleggere i consiglieri del Csm”.

"Nel momento più buio mi metto in gioco contro chi vuole dare una spallata al sistema"

Quanto alla sua candidatura “non avevo mai pensato di potere concorrere per il Csm - ha ammesso - non ho mai seguito il classico percorso da cui maturano le candidature. Ma nel momento più buio ho sentito il bisogno di mettermi in gioco, di mettere a disposizione la mia determinazione a chi vuole dare una spallata al sistema che ci sta portando verso il baratro''.

L'analisi di Di Matteo è netta: ”Negli ultimi anni la magistratura è pervasa da un cancro che si sta espandendo, i cui sintomi sono evidenti: la burocratizzazione, la gerarchizzazione degli uffici il collateralismo con la politica, la degenerazione correntizia”.

“Dobbiamo avere il coraggio di dire che quanto è emerso dall'inchiesta di Perugia non ci deve stupire - ha ammonito - siamo tutti responsabili di questa situazione. Oggi c'è una grande possibilità di invertire la rotta prima che siano altri, approfittando della delegittimazione, a cambiarci con riforme che ci rendano squallidi burocrati”.

La magistratura, ha detto ancora, “è l'avamposto più alto di difesa della Costituzione rispetto alla volontà di poteri striscianti, non solo illegali, di limitare autonomia e indipendenza e renderla collaterale e servente rispetto alla politica”.

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