02:13 16 Novembre 2019
Il ministro della Cultura Dario Franceschini

Franceschini incredulo su scissione di Renzi dal Pd

© AP Photo / Luca Bruno
Italia
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Il ministro della Cultura Dario Franceschini è intervenuto alla convention di AreaDem, sottolineando l'importanza dell'unità all'interno del Pd e invitando i Cinque Stelle a costruire una "casa comune".

Dario Franceschini ha rimarcato la necessità di un'unità forte all'interno del Pd durante il suo intervento alla convention di AreaDem, rilevando l'unanimità del voto della direzione del partito per approvare l'alleanza con i Cinque Stelle per il nuovo governo.

"L'unità del partito è indispensabile ed è possibile, la scelta di far nascere il governo l'abbiamo condivisa, si è costruita una unità sfociata in un voto unanime della Direzione, non si vedeva da anni", ha affermato il ministro della Cultura.

Riguardo alle voci di una possibile scissione o "separazione consensuale" dei renziani dal Pd, Franceschini ha espresso stupore e incredulità, ricordando l'uscita dolorosa dal partito dell'ex segretario Pierluigi Bersani.

"Io non voglio credere alla scissione o quella cosa ridicola della separazione consensuale. Ma come si fa a pensare a una separazione consensuale quando spacchi un partito? Ci è già capitata la ferita di vedere un segretario uscire dal partito, non la voglio più vedere. Ma dove sono le ragioni per giustificare una spaccatura? Siamo all'inizio di una storia politica, perché rischiare di indebolire il governo appena nato?"

Rivolgendosi direttamente a Renzi l'ha invitato a rimanere nel Pd.

"A Renzi dico il Pd è casa di tutti, casa tua e casa nostra. Il popolo della Leopolda è una parte del grande popolo del Pd, non separiamo questo popolo, non indeboliamoci spaccando il partito. Le diversità di leadership sono una ricchezza, un bene".

​Agli alleati pentastellati Franceschini ha lanciato l'invito a costruire una "casa comune" lasciando alle spalle le tensioni e gli insulti del passato, apprezzando allo stesso tempo il piano di Di Maio per le elezioni regionali in Umbria.

"Ci siamo aggrediti e insultati per anni. Ora costruiamo una casa comune con i sassi che ci siamo gettati contro".

​Ha poi aggiunto: "oggi Di Maio ha detto cose importanti sull'Umbria. Ora c'è l'Umbria, poi si voterà in Emilia, Calabria, Toscana. Vedremo, un passo alla volta. Le parole di Di Maio possono essere un inizio di percorso che possiamo provare a intraprendere per evitare la vittoria della destra in una regione importante".

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Nicola Zingaretti, partito Democratico, Matteo Renzi, Dario Franceschini
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