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07:58 13 Novembre 2019

Governo Conte-bis dice addio definitivo a flat tax

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Italia
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La così tanto discussa flat tax alla fine verrà archiviata dal nuovo governo M5s-Pd. Ma la conferma di questo dovrà essere accompagnata da una riduzione delle tasse comunque significativa.

La flat tax, voluta fortemente dalla Lega e contrastata dall’M5s, è stata archiviata dal nuovo ministro dell’Economia Roberto Guartieri.

In un'intervista con Repubblica ha dichiarato senza mezzi termini: “Non la faremo mai. Dava tanto a chi ha di più”.

"Gli scontri continui con l'Europa, i proclami sui social e le assenze ai tavoli negoziali sono finiti. Si apre una fase nuova in Italia e in Europa e noi intendiamo esserne protagonisti. Fino a un mese fa si discuteva di flat tax, minibot e procedura d'infrazione. Oggi i temi sono investimenti verdi, lavoro e asili nido".

Gli “80 euro” di Renzi

Tra le proposte per la riduzione del prelievo fiscale per le classi medie e basse c’è il rafforzamento del bonus Irpef, meglio noto come il bonus di 80 euro.

La misura, introdotta nel 2014 dall'allora Primo Ministro Matteo Renzi, che costa circa $ 9,5 miliardi all'anno, garantisce un massimo di 960 euro per chi la riceve in formula completa.

Oggi gli “80 euro” vengono percepiti da 11 milioni di contribuenti con un reddito fino a 25 mila euro con uno scarto fino a 26 mila euro. L'idea principale è quella di espandere il numero di beneficiari e l'importo mensile. Sul tavolo ci sarebbero 5 miliardi di euro da spendere in questo modo sotto la voce di riduzione del cuneo fiscale dei lavoratori.

Come avrebbe dovuto funzionare la Flat Tax

La riforma avrebbe dovuto creare un regime fiscale con un imposta fissa con aliquota del 15%.

A differenza delle attuali aliquote Irpef (divise in 5 scaglioni di reddito) la “tassa piatta” prevedeva l’inserimento di un aliquota unica sia per persone fisiche che per società.

Inizialmente si voleva dividere questo regime fiscali in due scaglioni secondo il principio della proporzionalità dell’imposta (da 0 a 35mila euro e da 35mila a 50mila) con una deduzione fissa di 3000 euro. Si sarebbe comunque mantenuto il sistema di esenzione totale per i redditi più bassi, attualmente pari a 7000 euro.

I vantaggi della flat tax sarebbero stati principalmente tre: la riduzione della pressione fiscale sia per le famiglie che per le imprese, contrastare l'evasione fiscale e la semplificazione del sistema con la razionalizzazione delle attuali detrazioni. 

Tra i possibili svantaggi, oltre alle minori entrate per lo Stato, c’è la possibilità di avvantaggiare i ricchi, cosa che porterebbe a un grave rischio d'incostituzionalità.

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