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08:20 22 Settembre 2019

Gli ‘Amanti di Modena’ erano due uomini

© Foto: Comune di Modena
Italia
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Il celebre reperto archeologico – i due scheletri di epoca tardo-antica ritrovati mano nella mano nella stessa tomba e subito definiti ‘Gli Amanti di Modena’ – si scopre essere due uomini. Fratelli, compagni di battaglia oppure effettivamente amanti?

I ricercatori non erano riusciti a determinare il sesso degli scheletri quando, nel 2009, vennero scoperti durante gli scavi in una necropoli modenese di epoca tardo-antica (IV-VI secolo). Tuttavia ora, una nuova tecnica che usa come rivelatore le proteine sullo smalto dei denti, ha svelato che si tratta degli scheletri di due uomini.

I due corpi erano stati immediatamente rinominati gli ‘Amanti di Modena’, dando per scontato che fossero una coppia di fidanzati, il ché rimane comunque possibile, anche se date le nuove scoperte si stanno facendo anche altre ipotesi. I ricercatori confermano innanzi tutto che i due maschi adulti furono sepolti intenzionalmente mano nella mano. Alcuni suggeriscono che i due resti sarebbero potuti appartenere a due fratelli, cugini o soldati morti insieme in battaglia. Altri ricercatori ipotizzano infatti che il luogo di sepoltura fosse al tempo un cimitero di guerra. I ricercatori dell'Università italiana di Bologna hanno dichiarato in Scientific Reports che i risultati degli studi saranno molto importanti per comprendere le pratiche funebri in quel periodo in Italia.

Gli studiosi hanno utilizzato una tecnica innovativa che permette di determinare il sesso di un individuo a partire dalla presenza di particolari proteine contenute nello smalto dei denti. Il risultato, scientificamente inoppugnabile, dimostra che entrambi i gruppi di resti erano di sesso maschile. Questo non toglierà certo fascino a questo straordinario reperto che, anzi, acquisirà ulteriore mistero e aumenterà la curiosità dei ricercatori.

La "tomba degli amanti"

Federico Lugli, ricercatore dell’Università di Bologna e primo autore dello studio, ha affermato:

“Allo stato attuale non si conoscono altre sepolture di questo tipo. In passato sono state trovate diverse tombe con coppie di individui deposti mano nella mano, ma in tutti i casi si trattava di un uomo e una donna. Quale fosse il legame tra i due individui della sepoltura modenese, invece, resta per il momento un mistero”.

In effetti il ritrovamenti di tombe con coppie mano nella mano, o abbracciate, sono numerosi, sparse in tutto il mondo e appartenenti ad epoche differenti: Grecia, Turchia, Romania e persino in Siberia, fino ai famosi ‘amanti di Valdaro’, trovati in provincia di Mantova e risalenti addirittura a 6 mila anni fa. Si era però sempre trattato di coppie formate da un uomo ed una donna.

 Secondo Federico Lugli non è da escludere che fossero effettivamente amanti, anche se alquanto improbabile:

“In letteratura non esistono altri casi di sepolture con due uomini deposti mano nella mano: non era certamente una pratica comune in epoca tardo-antica. Crediamo che questa scelta simboleggi una particolare relazione esistente tra i due individui, non sappiamo però di quale tipo. In epoca tardo-antica è improbabile che un amore omosessuale potesse essere riconosciuto in modo tanto evidente dalle persone che hanno preparato la sepoltura”.

Il mistero non potrà che affascinare ed attrarre i visitatori che hanno la possibilità di vedere la tomba al Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena.

Tags:
archeologia, religione, tombe
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