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08:11 22 Settembre 2019
Depressione

Rapporto-Coop sull'Italia: Paese depresso sull'orlo di una crisi di nervi

© Fotolia / Beeboys
Italia
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Lo stato d'animo degli italiani è tra il depresso e il frustrato: secondo il rapporto, disoccupazione, insicurezza e tanta realtà distorta

Sembra una seduta sul lettino dello psicanalista, il rapporto-Coop 2019 sulla condizione degli italiani: frustrazione, incertezza, paura, difficoltà economiche in generale, persino voglia di fuga dalla realtà, quella cosa che in psicologia è definita “rimozione”. Un quadro che a volte appare contraddittorio ma che in realtà sembra descrivere una situazione “sull'orlo di una crisi di nervi”. Innanzitutto, siamo i più pessimisti d'Europa e allo stesso tempo tra i meno convinti dell'uscita dalla Comunità europea, dell'Italexit.

Seconda e fondamentale incongruenza: gli italiani lavorano ben 360 ore in più all'anno rispetto ai tedeschi e guadagnano il 30% in meno del loro stipendio. Nonostante un costante aumento negli ultimi 5 anni, i salari infatti non hanno mai raggiunto i livelli pre-crisi. Come noi soltanto la Spagna che però gode di ben altra dinamicità. Anche la spesa per le famiglie, dopo un certo aumento registrato negli ultimi 5 anni, è rallentata nel 2018 (il 64% spende soltanto per i beni necessari).

Gli italiani hanno difficoltà ad ammettere di appartenere alle fasce sociali basse della popolazione

È diminuita di parecchio anche la classe media, circa 6 milioni in meno in 10 anni. Eppure una persona su due nega di appartenere alle fasce sociali più basse, pur ammettendo di avere difficoltà ad arrivare con lo stipendio a fine mese (il meccanismo di rimozione psicologica sopra citato). Non solo: grazie alla campagna costante dei media, è aumentata la percezione dell'insicurezza e, nonostante l'Italia sia al di sotto della media europea per quanto riguarda la criminalità con un calo ulteriore negli ultimi anni, c'è maggiore richiesta del porto d'armi: il 13,8%. Il 50% in più di ricerche su Google sull'argomento. Parlando di percezione d'insicurezza non si può evitare di citare l'immigrazione.

La percezione sbagliata sui dati dell'immigrazione

Qui il dato taglia la testa al toro: gli immigrati stabili in Italia sono circa 5 milioni pari all'8,5 della popolazione. Uno straniero su 11 italiani. La loro impressione però è che gli immigrati siano almeno tre volte di più di quelli reali. Una distorsione della realtà tale da suscitare sentimenti d'intolleranza pari soltanto a quella dei cosiddetti Paesi di Visegrad.

Non bene anche la disoccupazione che seppur lievemente, in previsione dovrebbe migliorare per il 2020 (10,6% oggi, 10,2% il prossimo anno). Ma a preoccupare è anche il rapporto tra vita e lavoro, un altro elemento che crea insoddisfazione. Da una parte infatti gli italiani gradirebbero flessibilità per poter godere dei tempi di vita. Allo stesso tempo, almeno in Italia, flessibilità spesso però coincide con precarietà e bassi stipendi.

Depressione ma attenzione all'ecologia

In controtendenza invece la sensibilità “ambientale”: nonostante tutto ciò descritto, gli italiani aumentano la loro coscienza in senso ecologico e il 55% vivrebbe volentieri in un'abitazione green mentre una certa attenzione viene rivolta verso cosmetici e indumenti eco-sostenibili. Il 68% degli italiani, nonostante tutto, pagherebbe anche qualcosa di più per un consumo più rispettoso dell'ambiente.

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