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08:30 22 Settembre 2019
L'ambasciatore della Russia in Italia Sergey Razov e il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. (nel centro)

Esclusiva. Sindaco dell’Aquila: “2009 rimane l’anno zero per la nostra esistenza”

© Foto : Ufficio Stampa Comune dell'Aquila.
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All’indomani del devastante terremoto, l'Aquila è divenuta teatro della politica sia nazionale che internazionale.

Il Presidente del Consiglio d’allora, Silvio Berlusconi, ha deciso di spostare il summit del G8 nel capoluogo abruzzese per captare l'attenzione atta tragedia e ottenere aiuti internazionali. Sembra che questa tattica abbia funzionato molto bene!

Dopo 10 anni l’Aquila, che vanta un patrimonio artistico e culturale notevole, sta pian piano ripartendo grazie in parte alla straordinaria gara di solidarietà alla quale hanno partecipato 10 paesi. Per esprimere la gratitudine agli Stati esteri per il loro contribuito alla ricostruzione di importanti edifici della città e per gli aiuti forniti, il Comune dell’Aquila ha organizzato nella suggestiva cornice di Palazzo Pica-Alfieri un bellissimo evento intitolato “L’Aquila ringrazia”.

Alla cerimonia sono intervenuti gli ambasciatori in Italia - di Russia, Sergey Razov, Francia, Christian Masset, Israele, Dror Eydar, Estonia, Celia Kunigas-Saagpakk, poi i vice ambasciatori in Italia, di Giappone, Akihiko Uchikawa, e Australia, Christopher Chung, il primo consigliere dell’ambasciata del Kazakstan, Aigerim Raissova, il ministro consigliere incaricato d’Affari del Canada, Christofer Burton. 

Gli ambasciatori in Italia - di Russia, Sergey Razov, Francia, Christian Masset, Israele, Dror Eydar, Estonia, Celia Kunigas-Saagpakk, poi i vice ambasciatori in Italia, di Giappone, Akihiko Uchikawa, e Australia, Christopher Chung, il primo consigliere dell’ambasciata del Kazakstan, Aigerim Raissova, il ministro consigliere incaricato d’Affari del Canada, Christofer Burton e il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.  
© Foto : Ufficio Stampa Comune dell'Aquila.
Gli ambasciatori alla cerimonia

Come vive l’Aquila dopo 10 anni dal sisma che ha spezzato 309 vite e distrutto migliaia di edifici? Chi ha contribuito alla rinascita del capoluogo abruzzese? Per fare un primo bilancio Sputnik Italia si è rivolto al Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.

– Sindaco, potrebbe raccontare dell’evento “L’Aquila ringrazia”? Perché avete deciso di organizzarlo proprio adesso?

– Abbiamo organizzato questo evento con il duplice obiettivo. Da un lato, c’era necessità a distanza di 10 anni di ringraziare i Paesi che hanno contribuito personalmente e economicamente alla rinascita dell’Aquila. In quel momento, in cui tutto era incerto, sapere che le grandi nazioni del mondo erano vicine al dramma aquilano, ci ha fatto capire che non saremo stati lasciati soli. Il nostro secondo obiettivo era di far vedere, tramite gli Ambasciatori, a tutti popoli cosi solidali i passi in avanti fatti dalla città. Infatti, nel corso dell’incontro informale, ho detto scherzosamente (ma non troppo) agli Ambasciatori:

“Voi oggi rappresentate i vostri governi in Italia, facciamo cosi che stiate anche un po’ Ambasciatori dell’Aquila presso i vostri governi e i vostri popoli".

– La Federazione Russa è stata uno dei primi paesi ad inviare all'Aquila soccorritori subito dopo il terremoto e in seguito ha stanziato 9 milioni di euro per la ricostruzione di due siti storici: la Chiesa di San Gregorio Magno e il Palazzo Ardinghelli, candidato a diventare sede decentrata del Maxxi. Come valuterebbe questo gesto di solidarietà?

– E’ stato un contributo straordinario! Perché la Russia si è subito dimostrata molto disponibile. E poi, non ho paura di dire qualcosa che va oltre - la Russia ha continuato a manifestare questa vicinanza nei confronti dell’Italia anche quando, secondo me (dico al titolo personale), l’Italia non ha assunto un comportamento corretto nei confronti della Russia avendo un atteggiamento ambiguo sulla questione delle sanzioni.

– L’Aquila sta ancora facendo i conti con il terremoto del 6 Aprile 2009. Alcuni critici parlano di “città ferma". A 10 anni dopo i tragici accadimenti, che hanno prodotto danni incalcolabili al patrimonio monumentale, all'edilizia pubblica, abitativa e scolastica, c’è ancora tanto da ricostruire?

La ricostruzione privata è ad un punto molto avanzato e entro tre anni sarà completata. Ricordiamoci che l’Aquila è una città molto estesa, molto grande, con il patrimonio edilizio ampio. Il capoluogo abruzzese ha uno dei centri storici più grandi d’Italia e ha oltre del 60% degli edifici vincolati dai Beni culturali. Quindi, parliamo di un patrimonio praticamente inestimabile. Nonostante ciò, la ricostruzione non è stata avanzata.

La ricostruzione pubblica segna un po’ il passo, soprattutto a causa della enorme carenza del personale che troppo spesso impedisce il regolare svolgimento dei lavori. Naturalmente ci sono tanti altri problemi, però chi oggi frequenta l’Aquila (abbiamo avuto un incremento delle presenze estive di circa 25 per centro), si accorge dei progressi che sta facendo la nostra città straordinaria, dove si fa la sperimentazione del 5G, dove c’è una scuola di altra formazione come il Grand Sasso Science Institute in cui vengono persone da tutto il mondo. L’Aquila è una città moderna, europea e bella da vivere.

– Siete riusciti a rivitalizzare e ricucire l‘attività commerciale ed imprenditoriale della città?

– Il terremoto si è calato in un momento in cui la crisi già faceva sentire i suoi effetti. Quindi, se vogliamo, l’Aquila ha vissuto due crisi: quella internazionale e quella dovuta al terremoto. Però, nonostante questo, sono stati fatti sforzi importanti. Vorrei citare alcuni esempi. Di recente è stato elaborato un piano da 20 milioni di euro, che copre le arie come cultura, innovazione, turismo, ambiente, sostegno al sistema produttivo e che, speriamo, possa avere effetti positivi. Inoltre, solo per i commercianti del centro storico e professionisti sono stati stanziati 20 milioni di euro; per le attività turistico-culturale e per le piccolissime attività sono stati stanziati altri 22 milioni di euro; per l’accesso al credito – 10 milioni di euro; per i contratti di sviluppo industriale – 45 milioni di euro. E poi ci sono programmi di ricerca internazionale che stiamo finanziando sempre con questi fondi.

– Il sisma devastante si è portata via 309 vittime innocenti, tra cui molti giovani e bambini. Ci sono ancora tante ferite aperte oppure gli aquilani sono riusciti a soffocare questo dolore e si sentono adesso pronti per ripartire? Che aria si respira nella città?

– Le ferite del terremoto hanno lasciato traccia. È normale che in molti casi sono rimarginate, e in alcune invece sono ancora sanguinanti o si ripartono di nuovo. La cercatrice è certamente rimane perché parliamo di un episodio drammatico che fa parte integrante del nostro vissuto personale e comunitario. Ed è anche un ricordo che ci accompagna quotidianamente. Queste ferite rimangono ma cambiano non solo di intensità ma anche di funzione. All’epoca erano il motivo di dolore ma oggi sono il motivo di uno sprone ad andare avanti. La società si trasforma, la vita cambia, nascono nuovi bambini, ci sono generazioni che riprenderanno quest’anno la scuola e che non hanno mai vissuto il terremoto. Però nonostante questo, il 2009 certamente rimane l’anno zero per la nostra esistenza. 

– Quali azioni concreti Lei come sindaco vorrebbe intraprendere per restituire alla città una visione strategica e una vivacità sociale, turistica e produttiva? A Suo avviso, quando l’Aquila potrà di nuovo essere la stessa?

– L’Aquila non potrà mai più essere la stessa, come era prima, ma è anche giusto così. Non lo sarebbe stata neanche se non ci fosse stato il terremoto. Secondo me, è meglio pensare di quello quando l’Aquila tornerà di essere viva! A mio avviso, lo è già ed è sempre stata. Già il fatto stesso che la città non si è arresa, è stato un elemento di grande vitalità.

Per quanto invece riguarda quello che possiamo fare per l’Aquila, a mio avviso, le strategie sono plurime. Io credo che la città debba puntare su quattro pilastri fondamentali che sono: cultura (L’Aquila è una città di grandissima tradizione culturale), turismo (la città si trova vicino a Roma, ha montagne, impaniati da sci, palazzi in cui si respira ancora la storia), l’innovazione (l’Aquila è una città che deve sicuramente approfittare della ricostruzione per modernizzarsi) e poi c’è la formazione e la qualità di istruzione. Sono elementi cruciali che devono essere sicuramente presi in seria considerazione.

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terremoto, l'Aquila, Italia
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