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22:08 20 Settembre 2019

Vella: blocchi navali poco utili. E intanto la Ocean Viking sbarca due migranti

© AP Photo / Olmo Calvo
Italia
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No ai blocchi navali, inutili e poco attuabili, sostiene il procuratore di Agrigento, l'azione di contrasto alla tratta va fatta nei paesi di partenza. E intanto dalla nave di SOS Mediterranee scende una donna incinta, assieme al marito.

I traffici umani nel mediterraneo vanno fermati sulla terraferma, non in mare. Lo ha detto ieri sera Salvatore Vella, durante l'incontro sul "Smuggling-traffico di migranti" a Vienna. L'azione deve essere ripensata e coordinata con i paesi di partenza, non quando l'imbarcazione è già in acqua, diretta a una destinazione o in cerca di un porto sicuro. 

"Sono poco utili e difficilmente attuabili i blocchi navali, cioè i tentativi di bloccare in mare l'arrivo delle imbarcazioni cariche di migranti. Il Paese di destinazione è il luogo in cui arrivano le vittime dei traffici, portando con se il peso delle violenze subite, delle torture, degli abusi sessuali, delle uccisioni di familiari o di amici", ha detto il procuratore. 

"I Paesi di partenza sono i luoghi in cui si trovano i trafficanti, le loro armi da fuoco, i loro mezzi, le loro basi, le prigioni in cui tengono i migranti, e, soprattutto, i loro soldi", ha riferito Vella dinnanzi ai rappresentanti degli Stati delle Nazioni Unite, "oggi sempre di più un efficace contrasto alle organizzazioni di trafficanti di migranti presuppone una lotta da svolgere sulla terra ferma non in mare, soprattutto nei Paesi di partenza con la necessaria collaborazione dei Paesi di destinazione".

Inoltre il sequestro delle imbarcazioni, secondo Salvatore Vella, non è un deterrente e non ostacola i traffici, perché "le organizzazioni dei trafficanti utilizzano imbarcazioni a poco prezzo" e quindi  "il sequestro di questi mezzi è inefficace". 

La situazione sulla Ocean Viking

La nave delle ong SOS Mediterranee e MSF è ancora in attesa dell'assegnazione di un POS, dopo la richiesta ufficiale di un porto sicuro inviata a Malta e all'Italia. Da ormai quasi una settimana si trova in acque internazionali con 83 passeggeri a bordo, dopo aver effettuato due salvataggi. 

Nella notte, La Valletta ha acconsentito allo sbarco di una donna incinta e del marito. La donna, al nono mese di gravidanza, aveva sofferto delle complicazioni relative al suo stato che hanno spinto l'equipaggio a chiederne l'evacuazione. In seguito la ong ha chiesto di dare al più presto un porto sicuro anche agli altri 82 migranti.

Tags:
Malta, Migranti, Italia
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